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Renzi : se non passa l’Italicum, andiamo tutti a casa

Renzi: se non passa l’Italicum cade il Governo, martedì decidiamo su fiducia

Matteo Renzi è deciso ad imporre la propria forza, e pone il futuro del governo sulla fiducia della legge elettorale, se martedi l’Italicum non passa, ha detto il premier senza mezzi termini, “il governo cade”. Parole che cercano di intimorire e mettere alla prova l’intera minoranza del Pd, intanto è già partito il piano recupero per riportare alla base alcuni dissidenti, a partire dal capogruppo dimissionario Roberto Speranza. Il Premier Renzi dagli studi di “Otto e mezzo” ha replicato duramente a Romano Prodi ed Enrico Letta, che lo accusavano di una legge nata da una maggioranza risicata.Il governo nato è per fare le cose,proporre la crescita, il giorno che lo stesso viene messo sotto, allora vuol dire che i parlamentari vogliono mollare e tornare a casa. Non sono arrivato in parlamento per non mollare la poltrona, ma per smuovere questo stagnamento che dura da decenni. Un ragionamento che vuole spiazzare quanti, nella minoranza del Pd e tra i partiti piccoli della maggioranza di governo, puntano ad uno sgambetto sull’Italicum presupponendo che Renzi non voglia le urne con il Consultellum, l’attuale sistema elettorale che è un proporzionale puro. Sul versante interno al Partito democratico, Renzi punta a recuperare l’Area Riformista, i democratici strettamente legati al capogruppo Roberto Speranza, una parte della quale sì è già pronunciata per un voto favorevole all’Italicum, come ha oggi detto Dario Ginefra. Renzi ha parlato con Speranza invitandolo a ritirare le dimissioni e a votare per l’Italicum, dopo che la maggioranza del gruppo si è espressa in tal senso. L’Area Riformista comprende circa 85 deputati, e qualora tutti votassero l’Italicum renderebbe ininfluenti i voti in dissenso degli irriducibili (Pippo Civati, Stefano Fassina, Alfredo D’Attorre, ecc). Quanto alla fiducia in senso vero e proprio da porre in Parlamento, Renzi ha detto che su di essa si deciderà martedì. Intanto, tenere alta la tensione ci hanno pensato il blog di Beppe Grillo ed Enrico Letta. Il primo ha ospitato un post dell’ideologo del Movimento, Aldo Giannuli, che ha parlato di “colpo di Stato” chiedendo l’intervento del presidente Sergio Mattarella. Enrico Letta ha invece ribadito le proprie perplessità, non tanto sul merito della legge, ma sul fatto che l’Italicum sia approvato “con la contrarieta’ di tutte le opposizioni, esterne e addirittura anche interne” al Pd. E, appunto, con una manciata di voti oltre la maggioranza semplice.
Prima il ministro Maria Elena Boschi ha replicato sottolineando che le riforme si erano “completamente fermate” con il governo Letta, mentre l’esecutivo di Renzi ha avuto “la forza di superare questa fase di blocco totale”; poi lo stesso Renzi è intervenuto in modo ancor più sferzante: “Hanno due libri in uscita” ha detto riferendosi alle recenti critiche di Letta e di Romano Prodi. Sul problema di una eventuale approvazione della legge con una maggioranza risicata, Renzi non ha tentennato: “Se passa offro da bere, sono anni che non passa la riforma della legge elettorale”. Ancora più liquidatorio il suo commento alle critiche del “padre nobile” del Pd che aveva detto di preferire l’Ulivo al “partito della nazione” di Renzi: “più che rifare l’Ulivo io voglio rifare l’Italia”.

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