Referendum costituzionale, il No di Berlusconi: diminuisce il potere del popolo

italicum renzi e berlusconi

Silvio Berlusconi in campo per il No al Referendum Costituzionale del 4 Dicembre. Un No, come afferma lo stesso Presidente di Forza Italia, ‘’che ci vede impegnati con convinzione e determinazione’’. Senza tentennamenti dunque, verso una direzione chiara, netta e precisa. Un No contro una riforma costituzionale che non taglia i costi della politica ma diminuisce soltanto il potere popolare.

Dopo la falsa abolizione delle province infatti, ora si tenta di togliere poteri anche alle altre autonomie locali. Una falsa abolizione dell’ente provincia che ha prodotto solo l’eliminazione concreta del voto, la più alta forma di partecipazione popolare. Un finto superamento del bicameralismo perfetto, che non accorcia i tempi di proliferazione legislativa. Un No quello di Berlusconi che in tanti si aspettavano. Un periodo di stand by dovuto probabilmente al recupero fisico dopo l’operazione di qualche mese fa. Quello apparso negli ultimi giorni e’ sembrato un Berlusconi in buona forma, consapevole che il suo contributo sia alla ricostruzione del centrodestra che alla campagna referendaria, e’ di fondamentale importanza. Un No dettato non dall’immobilismo politico: Forza Italia, come dichiara Berlusconi stesso, e’ da sempre per una riforma che possa cambiare il sistema attuale. Ma la logica del dover fare in fretta e ad ogni costo, e’ completamente sbagliata. Non si sta modificando una semplice norma, ma buona parte della Costituzione Italiana. Un No perché e’ chiaro a tutti che il progetto di riforma, anche con possibili aggiustamenti successivi, non e’ politicamente ne’ giuridicamente digeribile. Quello che Berlusconi definisce un No ’’non dettato sicuramente da ostilità verso Renzi e il Pd’’. Seppur concrete e percepibili, eventuali ostilità verrebbero anche messe da parte: Berlusconi nel corso della storia politica e personale ha sempre dimostrato di avere una dote innata di mediazione.’’ Anche se profondamente contrari alle politiche di questo governo, qualora la riforma fosse stata condivisibile, non ci sarebbero stati problemi a sostenerla.’’ Un messaggio chiaro. La campagna elettorale e’ cominciata.