Ragland e Cervi: la Scandone conquista gara 7

E’ giusto così. E’ giusto per questo gruppo, per i tifosi, per la società, per la città di Avellino, per tutto il Sud Italia. La gara 7 che la Scandone ha conquistato stasera battendo Reggio Emilia 83-74 alla fine di un’altra, ennesima battaglia, è il premio per una stagione che ormai non ha aggettivi per essere descritta. Una partita da lupi, fatta di sofferenza prima e gioia poi. Il pubblico a fine partita non ha lasciato il suo catino, ha richiamato la squadra sul parquet, gli ha dato carica per la partita di lunedì che, stavolta per davvero, non ammette repliche. Non si sa se rivedremo questo gruppo ancora al PalaDelMauro, ma quello che hanno fatto resterà per sempre nella nostra mente e nel nostro cuore.

A sorpresa tra i 12 c’è Acker (rimandato il funerale della madre, ma dovrebbe partire la settimana prossima), ma il quintetto di Sacripanti resta lo stesso di gara 4 e 5 con Veikalas di fianco a Ragland, mentre Menetti tiene Silins in panchina per preservarlo dai falli, affiancando Polonara a Lavrinovic. Il PalaDelMauro è bollente sia di clima partita che di temperatura: i biancoverdi lo sentono e partono fortissimo sulle ali di un Nunnally, davvero formato Mvp che ne mette 11 per il 18-11 dopo 6 minuti di gioco. Lo stesso Nunnally, però, è costretto a lasciare il campo dopo uno scontro fortuito con Leunen, così la Grissin Bon ne approfitta: nonostante tanti errori su tiri aperti (1\9 da 3), i reggiani fanno male in area (7/10) e grazie ai 7 di Aradori (e a qualche scelta difensiva irpina rivedibile sul pick an roll) si tiene in partita chiudendo il primo quarto indietro di 4 (21-17). Nel secondo quarto i ritmi si abbassano, e la Sidigas si inceppa: Reggio Emilia la tiene senza canestri per 5 minuti in cui Avellino non riesce neanche a tirare (7 perse nel solo secondo quarto, sulle 11 dei primi 20 minuti) scappando fino al 21-27. Una tripla di Green e un antisportivo su Veikalas ridanno aria ai biancoverdi 26-27), ma Reggio sembra più fresca e riscappa con i suoi lituani fino al massimo vantaggio del 26-35, ma senza dare la spallata decisiva (cosa che le risulterà fatale),e continuando a non vedere il canestro da fuori (1\13 da 3 in 20 minuti). Avellino sembra poter crollare, ma la fisicità di Cervi (10 punti e 4 rimbalzi) e una magata di Leunen (rubata a Needham con conseguente fallo subito, probabilmente la giocata chiave) riportano sotto Avellino che, con Acker, agguanta il pareggio a quota 35 a fil di sirena. Reggio ha De Niccolao con 3 falli, e Gentile out per infortunio mentre Avellino non ha niente da Ragland (0\2 dal campo e 1 persa in 12 minuti). Niente fino ad inizio terzo quarto perché Joe entra con la faccia giusta e spacca la partita con un secondo tempo leggendario. Inizia mettendone 12 nel terzo quarto(con 5/6) attaccando i cambi sul pick and roll e 11 nel quarto (alla fine saranno 23 con 9\12) con tre tripla in fila e la penetrazione di mano destra che mette i chiodi sulla bara della Grissin Bon: una prestazione di tecnica e forza fisica inspiegabile ad una gara 6 che, da sola, farà venire gli incubi a Menetti. Reggio però ha maggiore resilienza rispetto a gara 3 e 4, non cede di schianto e a fine terzo quarto, nonostante la tempesta Ragland resta attaccata a -6 (60-54). Serve la presenza di un Cervi formato extralusso (16 punti, 8 rimbalzi, 2 stoppate) sui due lati del campo e la lucidità di Leunen e Green (6 assist e 4 recuperi il primo, 7 punti e 9 assist il secondo) a mandare tutti a Reggio Emilia per una gara 7 tutta da vivere.