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Primarie campane PD: una soluzione equa e tempestiva

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Primarie campane PD – La condanna, anche se non definitiva, ma solo in primo grado, per l’ex-Sindaco di Salerno (a cui vanno tutte le mie simpatie sul piano umano e morale), lo mette comunque fuori gioco rispetto alle prossime primarie campane, che dovrebbero svolgersi il 1 febbraio.
È inevitabile, infatti, che l’ex-primo cittadino salernitano faccia un doveroso passo indietro, per consentire lo svolgimento delle elezioni, che – a questo punto – dovrebbero vedere come protagonisti, solamente, Andrea Cozzolino e Gennaro Migliore.
Urge, però, che, nella situazione di incertezza creatasi, il PD regionale e quello nazionale facciano sentire la loro voce, perché il disorientamento è molto forte fra i cittadini e gli stessi simpatizzanti democratici.

Innanzitutto, sarebbe necessario che la Segreteria Regionale confermi la data, già più volte modificata, allo scopo di avere la certezza che non ci sia un ulteriore rinvio; inoltre, a questo punto, sarebbe opportuno che il PD campano chiarisse il numero dei contendenti, che sono tuttora in gioco, perché le voci odierne sono – ancora – molteplici e contrastanti.
Peraltro, la soluzione Migliore, inizialmente nata per accantonare le primarie e per calare dall’alto il nome del futuro candidato democratico, è tuttora precaria, visto che l’ex-parlamentare di SeL ha dichiarato la sua volontà di partecipare alla competizione popolare, ma non ha mai ufficializzato la sua partecipazione, come invece avevano fatto De Luca, Cozzolino e Saggese, attraverso la raccolta delle firme, avvenuta nello scorso mese di ottobre.
Inoltre, è importante che si chiarisca subito il quadro delle alleanze, per evitare che, in Campania, succeda ciò che si è verificato in Liguria: ad esempio, le forze centriste di Area Popolare (UDC e Nuovo Centro Destra) saranno alleate di Caldoro o correranno con il PD, indipendentemente dal nome del candidato Presidente alla Regione?
Ovvero, parteciperanno alla competizione popolare, sponsorizzando questo o quel contendente?
I quesiti, come si arguisce, sono molteplici, per cui urge una soluzione tempestiva ed equa, perché è ovvio che il clima di incertezza non può che danneggiare il Centro-Sinistra e favorire il Governatore uscente, nonostante un sondaggio autorevole di IPR lo dia in svantaggio nella sfida con tutti i probabili antagonisti del PD.
In particolare, la rilevazione sondaggistica assegnerebbe la vittoria al PD con un margine maggiore in caso di candidatura di Cozzolino, mentre il gap, pur essendo sempre favorevole al Partito Democratico, si assottiglierebbe in caso di candidatura di De Luca – a questo punto, assai improbabile – ovvero di Migliore.
È evidente che, sul caso campano, si misura la leadership del gruppo renziano, che ineluttabilmente, pur non avendo un proprio candidato da sponsorizzare, ha sostenuto – sin dalle scorse settimane – una conclusione che non prevedeva lo svolgimento delle primarie, a cui noi – invece – crediamo fermamente, perché solo la mobilitazione dell’elettorato – compulsata dal voto popolare – può dare al Centro-Sinistra la chance di mettere, seriamente, in pericolo la sopravvivenza della Giunta Caldoro. Inoltre, sebbene l’ex-Sindaco di Salerno non sia più candidabile, almeno per ragioni di mera opportunità politica – visto che la sospensione, ai sensi della legge Severino, lo renderebbe comunque ancora eleggibile – è ovvio che la sua area debba essere, legittimamente, rappresentata nella prossima competizione regionale, per cui sarebbe giusto che egli possa costruire una forte lista a sostegno del candidato Presidente e possa avere una rappresentanza degna nel futuro Governo Regionale, dove le istanze della città di Salerno devono essere rappresentate in maniera adeguata.
Ma, mancano pochissimi giorni al 1 febbraio, per cui sarebbe giusto che i dubbi vengano sciolti nel tempo più breve possibile, perché non ci sarebbe soluzione peggiore di un eventuale, ennesimo rinvio “sine die”, che porterebbe la pubblica opinione ad allontanarsi dalle primarie, che – crediamo – invece saranno un momento di democrazia, di cui il PD, in Campania, necessita per rigenerarsi dopo un lungo periodo, in cui ha subìto l’iniziativa del Centro-Destra, che – nel corso degli ultimi cinque anni – ha occupato moltissime postazioni di potere, sia a Napoli, sia negli altri capoluoghi di provincia.
Sarà Renzi in grado di trovare la soluzione migliore per la Campania, evitando la ripetizione del disastro ligure?
Pensiamo che, ora, sia arrivato il momento dell’azione, in cui soprattutto gli elettori comuni, gli iscritti, i simpatizzanti devono poter far sentire la loro voce, esprimendo il consenso per questo o quel candidato, che – avvalendosi del lancio derivante da uno straordinario impatto mediatico – non potrà che sfidare Caldoro con ben altre certezze, rispetto a quelle che potrebbe avere, se non si svolgessero le primarie.

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Rosario Pesce