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Avellino,Un cantiere aperto,L’Autostazione

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La citta’ di Avellino e’ un eterno cantiere: tante sono purtroppo le opere iniziate e mai terminate che, oltre a non essere utili, non  costituiscono un bel vedere e vanno degradando:  Autostazione, Mercatone, Tunnel, Bonatti, centro storico-Duomo per non parlare dei parchi verdi e strutture sportive finite in disuso. Iniziamo dall’Autostazione: il progetto e’ del 1993, ventidue anni orsono ma la struttura, costruita e quasi completata, non apre i battenti. Vero e’ che i finanziamenti per realizzarla hanno subito degli intervalli, il che in Italia non e’ una novita’, per cui la si e’ potuta realizzare in sette anni e due mesi, ma il blocco clamoroso e’ sopravvenuto quattro anni orsono, da quando doveva decidersi sulla definitiva attribuzione all’AIR  di tremila mq. di area per la stazione di interscambio dei pullman: zona che e’ gia’ stata prenotata dalla societa’ di gestione nell’accordo di nove anni fa, insieme ai  15mila mq.di superfice totale. Andiamo a ritroso: dopo la fase progettuale nell’anno 2003 la struttura e’ stata realizzata  e venduta dal Comune alla societa’ AIR per la cifra di 12 milioni e 635mila euro. Un buon affare per il Comune che, guidato dal compianto Di Nunno, ripianava buna parte dei debiti e trasmetteva la gestione della vecchia ATI alla nuova societa’ di trasporti. In tal  modo si sarebbe liberata dall’ingorgo anche piazza Kennedy, centralissima agora’ che invece si presenta a tutt’oggi ingolfata, nonche’ incubatore di smog, e che certamente non si puo’definire un sito igienico ed accogliente. Ricordiamo che la piazza trovasi al centro di un grosso nucleo abitativo e nelle adiacenze di giardinetti pubblici da poco rinverditi e rigenerati.Da circa otto anni la struttura dell’autostazione e’ in piedi, appena conclusi  i lavori sono state fatte varianti a causa di marchiane difformita’progettuali (errori nelle altezze degli ingressi!). La struttura e’ bella e moderna essendo stata realizzata senza risparmio di fondi, ad oggi e’ costata circa 25 milioni di euro, ma a questo punto rischia di degradarsi per mancato utilizzo. Al piu’ presto l’amministrazione Foti, che gia’ promette da diversi mesi, dovra’ attivarsi per sbloccare gli ultimi tremila mq. necessari per l’entrata in funzione dell’autostazione. Quattro anni e mezzo di stallo sono un’eternita’! Se poi espropriare per pubblica utilita’ diventa un annoso ed insormontabile problema allora si passi la mano a chi ha voglia di amministrare per il bene comune.Constatiamo amaramente che per la logica del consenso elettorale e privatistico si e’ perduta l’occasione “storica” di far cambiare volto alla citta’: Avellino nel dopo terremoto ha visto transitare flussi enormi di denaro destinati alla ricostruzione. Ebbene la citta’ ricalca la fisonomia di cinquanta anni fa, non si e’ saputa rinnovare, ha decentrato servizi essenziali solo dopo decenni, non ha rispettato il centro storico dandogli una fisionomia propria e viabilita’ pedonale; il traffico resta caotico pur nella sua pochezza, la citta’ e’ tuttora un eterno cantiere.Quali che siano i  motivi, si autorizzi il provvedimento di sblocco, riguardo all’autostazione, poiche’la citta’ ha bisogno di una struttura indispensabile per la mobilita’ dei cittadini, per la logistica e per porre fine all’ennesimo snervante episodio di immobilismo nella gestione della cosa pubblica.