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Periscope è boom, superata Meerkat

Fenomeno Periscope  – E’ bastata una settimana dal lancio e Periscope l’app di Twitter per il live streaming fa il pieno di fan superando di gran lunga la rivale più accreditata Meerkat. Secondo il contatore online di Topsy, solo nel weekend d’esordio i link alle dirette su Periscope condivisi sul microblog hanno sfiorato quota 100mila, con un vero e proprio picco nella giornata di sabato (51mila), segnando un netto sorpasso dei tweet con link a dirette su Meerkat.

Dopo pochi giorni dal lancio dell’app di Periscope, startup acquistata da Twitter e che è arrivata nell’Apple Store il 26 marzo, i numeri delle dirette sono cresciuti a dismisura con decine di migliaia di trasmissioni al giorno,. Con singolari trend, come quello che ha coinvolto gli aspiranti broadcaster nel riprendere il proprio frigorifero per la curiosità della community che commentava entusiasta in tempo reale.

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“Siamo entusiasti dell’accoglienza che Periscope ha ricevuto”, afferma Salvatore Ippolito, country manager di Twitter Italia, “quello che si può già notare, a una settimana dal lancio, è che l’utenza è davvero molto eterogenea e creativa. Periscope in questo senso è molto simile a Twitter. È Twitter, in video: live, conversazionale e pubblico”.

In Italia l’accoglienza è stata tra le migliori al mondo , grazie a testimonial improvvisati come Fiorello e Jovanotti e tanti altri tra i cosiddetti “early adopters” e con numerosi esperimenti in essere, dalle redazioni giornalistiche come La Stampa e Repubblica alle radio come  Radio24 a radio2, anche lo stesso Premier Renzi ha trasmesso live streaming la riunione del Pd. L’app servirà anche a trasmettere l’omelia della Messa della mattina di Pasqua, celebrata in Duomo dall’arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola. Il fenomeno ha tutte le potenzialità per non restare una moda del momento. Ne è convinto Mario Morcellini, pro-rettore alla Comunicazione dell’Università La Sapienza, secondo il quale “se la tv era considerata una finestra sul mondo, con Periscope è come avere le pareti della propria vita in trasparenza”.

Lo streaming privato sul web non è una novità introdotta da Periscope: basti pensare a Streamago di Tiscali, Hangout di Google, un po’ meno orientato al live privato ma più alle videoconferenze per lavoro, a YouTube e ai canali in diretta che però, solitamente, garantiscono un certo livello del contenuto a differenza di Periscope, che punta sull’immediatezza a scapito della qualità. Eppure quest’ultimo cavalca il successo del momento. I motivi, principalmente, sono due: il più ovvio è l’integrazione con Twitter.  Mai nessuno aveva unito due social nemmeno troppo diversi in questo modo: uno permette la diretta immediata testuale e l’altro la stessa cosa in formato video. Sony diversi anni fa aveva lanciato il suo Social Live, un sistema simile a Periscope che permetteva di trasmettere 15 minuti di diretta agli amici, sfruttando la bacheca di Facebook e la timeline di Twitter. Un esperimento passato in sordina probabilmente perché legata al marchio dell’azienda giapponese e al suo solo smartphone Xperia Z1. Periscope, invece, è svincolata da marchi e anche se al momento è presente solo su iPhone, a breve arriverà la versione per Android, ampliando in modo sensibile la platea.