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Olio di palma: non fa male, lo dice l’Istituto Superiore di Sanità, ma non esagerare

L’olio di Palma torna sotto i riflettori,questa volta l’istituto superiore di Sanità (Iss), ha elaborato un suo parere in merito alle possibili conseguenze utilizzandolo come ingrediente alimentare. Secondo l’iss la letteratura scientifica ad oggi non riporta nessuna grave conseguenza diretta, capace di determinare effetti negativi sulla salute dell’uomo. Uno dei rischi correlati potrebbe essere legato ai rischi cardiovascolari, considerato che l’alimento contiene il 100% di grassi, dunque come in ogni cosa, non bisogna abusarne.

La Nota del Ministero della Salute

Si legge questo nella nota pubblicata sul sito del ministero della salute Il suo consumo non è correlato all’aumento di fattori di rischio per malattie cardiovascolari nei soggetti normo-colesterolemici, normopeso, giovani e che assumano contemporaneamente le quantità adeguate di polinsaturi” detto ciò bisogna  considerare le fasce  più “vulnerabili”, come bambini, anziani, dislipidemici, obesi e ancora pazienti con pregressi eventi cardiovascolari e ipertesi. Per questo motivo, nel contesto di un regime dietetico vario e bilanciato, comprendente alimenti naturalmente contenenti acidi grassi saturi (carne, latticini, uova), occorre ribadire la necessità di contenere il consumo di alimenti apportatori di elevate quantità di grassi saturi i quali, nelle stime di assunzione formulate nel presente parere, appaiono moderatamente in eccesso nella dieta delle fasce più giovani della popolazione italiana”.

Lo studio

Le stime di assunzione di acidi grassi saturi effettuate dall’Istituto Superiore di Sanità  riportano un consumo nella popolazione generale adulta di circa 27 grammi al giorno, con un contributo dell’olio di palma stimato tra i 2,5  e i 4,7 grammi. Nei bambini di età 3-10 anni, le stime indicano un consumo di acidi grassi saturi tra i 24 e 27 grammi al giorno, con un contributo di saturi da olio di palma tra i 4,4 vs. 7,7 grammi. E’ da sottolineare che queste stime sono state ottenute utilizzando come riferimento i dati dei consumo degli alimenti in Italia riferiti agli anni 2005-2006 (gli unici disponibili al momento) e che quindi un aggiornamento di questi possa portare a definire diversi livelli di esposizione agli acidi grassi saturi da parte della popolazione italiana. Negli ultimi dieci anni, infatti, si è osservato un trend di crescita delle importazioni in Italia di olio di palma a scopo alimentare, trend che sottende lo spostamento dell’industria alimentare dall’uso di margarine e burro, a quello di olio di palma.

Complessivamente emerge che il consumo totale di acidi grassi saturi nella popolazione adulta italiana è di poco superiore (11,2%) all’obiettivo suggerito per la prevenzione (inferiore al 10 % delle calorie totali giornaliere). Il consumo complessivo di grassi saturi nei bambini tra i 3 e i 10 anni risulta superiore all’obiettivo fisso del 10%. Occorre tuttavia considerare che i dati di assunzione nelle fasce di età tra i 3 e 10 anni unificano età in cui i consumi si differenziano in maniera significativa e vanno pertanto interpretati con cautela, tenendo anche presente il maggior fabbisogno fisiologico di grassi saturi nei neonati e nei primi anni di vita.

Cenni sull’ Olio di Palma

L’olio di palma e l’olio di semi di palma o olio di palmisto sono degli oli vegetali saturi non idrogenati ricavati dalle palme da olio, principalmente Elaeis guineensis ma anche da Elaeis oleifera e Attalea maripa. Pur impegnando nel 2014 solo il 5,5% dei terreni coltivati per la produzione olearia mondiale, gli oli ricavati dalla palma rappresentano oltre il 32% della produzione mondiale di oli e grassi.La fornitura e distribuzione annua mondiale a febbraio 2016 si attesta su 66,22 milioni di tonnellate per l’olio di palma e 7,33 milioni di tonnellate per l’olio di palmisto Gli oli di palma intervengono anche come componente, o importante materia, prima nella formulazione di molti saponi, prodotti alimentari, polveri detergenti, prodotti per la cura della persona, e per questi utilizzi vengono spesso usati i saponi di sodio o potassio e gli esteri semplici dei suoi acidi grassi come il palmitato di isopropile; hanno trovato un nuovo controverso uso come combustibile di fonte agroenergetica. Dal frutto della palma da olio si ricavano olio di palma (ottenuto dal frutto) e olio di palmisto (estratto dai suoi semi): entrambi sono solidi o semi-solidi a temperatura ambiente, ma con un processo di frazionamento si possono separare in componente liquida (olio di palma bifrazionato, usato per la frittura) e solida.