HomeTerritorioMontoro, un pozzo in Africa nel ricordo di Gerardo Tolino (FOTO)

Montoro, un pozzo in Africa nel ricordo di Gerardo Tolino (FOTO)

Un pozzo in Africa nel ricordo di Gerardo, il giovane ragazzo originario della frazione Preturo, scomparso tragicamente nel 2012. Nei giorni seguenti ai funerali, fu organizzata dagli amici e dai cari di Gerardo, una raccolta di offerte per la realizzazione di un pozzo in Africa. Proprio oggi, con grande felicità e gioia, la famiglia del giovane ha comunicato agli amici che il pozzo è stato costruito e molte famiglie e soprattutto i bambini della Comunità di Kanzau, nel distretto di Kitui, in Kenia, avranno a disposizione acqua potabile senza dover percorrere chilometri per dissetarsi. Il tutto è stato possibile grazie anche all’Associazione Amref, a cui vanno i ringraziamenti dalle famiglie D’Ambola e Tolino e da tutti coloro che hanno contribuito.

Gerry Vive.

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AMREF

La salute è la chiave per un mondo salvo, in cui crescere e sviluppare le proprie capacità. Per questo Amref Health Africa promuove progetti di salute nelle aree più isolate dell’Africa. A quasi 60 anni dalla sua fondazione, oggi Amref è la più grande organizzazione sanitaria africana che opera nel continente.

La salute del mondo passa per l’Africa. Il secondo continente più popolato al mondo è il più arretrato in fatto di salute. La tutela di madri e bambini, la lotta alle malattie endemiche e alle pandemie, l’accesso all’acqua pulita, la formazione di operatori sanitari locali, il rafforzamento dei servizi sanitari pubblici sono passaggi essenziali per rendere l’Africa sana.

Da sempre, per Amref, la salute nasce all’interno delle comunità locali. È attraverso il coinvolgimento attivo delle popolazioni, del personale locale e dei sistemi sanitari pubblici che si realizzano miglioramenti a lungo termine. Per questo i protagonisti del cambiamento sono i beneficiari stessi degli interventi e il 97% del personale che lavora con Amref in Africa è africano. Perché siano gli Africani, ogni giorno, a prendersi cura dell’Africa.

Oggi Amref opera in 26 Paesi a sud del Sahara con 172 progetti di promozione della salute. Attraverso centri sanitari e unità mobili garantisce assistenza medica alle popolazioni nomadi e rurali. Le cure degli operatori Amref arrivano anche lì dove nessuno può andare, nelle aree estremamente isolate e rurali, grazie ai Flying Doctors, “Dottori Volanti” che portano assistenza medica e formazione a bordo di piccoli aerei attrezzati come unità mobili.

Amref fa emergere soluzioni africane ai problemi africani, soluzioni che nascono da dentro, dal cuore delle comunità, che sono le protagoniste e non solo le beneficiarie dei progetti. Infatti:

  • negli ultimi 5 anni più di 10.000 operatori sanitari, provenienti da 33 paesi africani sono stati formati da Amref per fornire servizi a oltre 20 milioni di persone;
  • nel 2014 sono stati 6.924.204 gli uomini, donne e bambini che hanno partecipato ai progetti dell’organizzazione

La rete internazionale Amref, oltre che in Africa, è attiva in Europa, Stati Uniti e Canada, attraverso 11 sedi. In Italia Amref è presente dal 1987. Forti dell’esperienza nelle comunità africane, dove malattie e carenze di personale sanitario sono sfide grandi e quotidiane, Amref mantiene uno sguardo attento anche sulla realtà italiana. In un mondo aperto e globalizzato, bisogni e diritti non si fermano dinanzi ad un confine geografico.

Forti dell’esperienza nelle comunità africane, dove malattie e carenze di personale sanitario sono sfide grandi e quotidiane, Amref mantiene uno sguardo attento anche sulla realtà italiana.

In Italia, sin dagli anni ’90 Amref ha lanciato per prima la sfida di una comunicazione positiva sull’Africa, che ne mettesse in risalto le potenzialità e le ricchezze e ne consolidasse la visione di “terra delle soluzioni” e non solo dei problemi. È nata così nel 1994 la fortunata partnership con Giobbe Covatta, che ha dato voce e volto ad alcune delle più belle campagne dell’organizzazione, coniando l’ormai celebre slogan “Basta poco, che ce vo’?”, entrato poi nel parlare comune. Forte è l’impegno nelle scuole per percorsi di educazione alla cittadinanza mondiale, l’attività di advocacy e le campagne di sensibilizzazione e informazione.

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