Home Salute Eutanasia, andare a morire in Svizzera, la testimonianza di Paola

Eutanasia, andare a morire in Svizzera, la testimonianza di Paola

Paola: “Ho scelto la dolce morte, andare a morire in una clinica Svizzera. Una donna torinese scoprì, nel 2012, di essere affetta da sclerosi multipla, Paola Cirio ha scelto l’eutanasia.

E’ questa la scelta che scuote la coscienza, è giusta o no l’eutanasia? In Italia l’eutanasia è vietata ma nonostante il divieto sono molti i viaggi dei malati terminali e delle loro famiglie, nei paesi europei dove questa pratica è legalizzata. L’Italia è da anni  che ritiene tale pratica un tabù, si è schierato anche il Comitato Bioetico sulla questione della dolce morte. In Parlamento fu nel 2006  Carlo Giovanardi dichiarò: «…la legislazione nazista e le idee di Hitler in Europa stanno riemergendo, per esempio in Olanda, attraverso l’eutanasia e il dibattito su come si possono uccidere i bambini affetti da patologie». La dichiarazione  di Giovanardi fu, altresì, oggetto di pesanti critiche, tra cui quelle di Daniele Capezzone, allora segretario dei Radicali Italiani, che chiese formalmente le dimissioni del ministro, e quelle di 46 europarlamentari, che ne chiesero le dimissioni dal parlamento europeo. Eppure molti malati scelgono di morire. Nelle ultime ore fa discutere il caso della torinese Paola Cirio, che indipendentemente dalla legalità o meno dell’eutanasia dichiara” non m’importa il  dibattito legislativo, a me interessa  mantenere la mia dignità fino alla fine:

“Mi hanno detto che per morire ci vogliono 5 minuti e 10.000 euro. Il   suicidio assistito. E’ così che conto di finire la mia vita. In Svizzera. E’ già tutto predisposto, voglio scegliere io la mia fine, non la malattia ”.

Sono queste le ultime dichiarazioni date ai giornali di Paola Cirio.

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Intanto in Parlamento a marzo ci sarà un nuovo dibattito sulla scelta o meno dell’eutanasia. A pochi km dall’Italia tutto è lecito e indipendentemente dalla legge italiana, fatta la normativa gli italiani trovano un  rimedio. Siamo ancora anni luce lontani dai diritti civili.