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Massacro al Pala Del Mauro: Avellino batte 97-54 Reggio e impatta la serie

Un massacro. La Scandone deflagra in una gara 4 da antologia, schiantando Reggio Emilia 97-54 e mandando un segnale chiarissimo non solo a questa serie, ma anche a Venezia e Milano, che si stanno giocando l’altra semifinale. Una tempesta perfetta che ha annichilito la Grissin Bon, lasciando un segno ben più profondo dei 43 punti di scarto, come dimostra il nervosismo di Gentile ed Aradori e le facce annichilite di tutta la Pallacanestro Reggiana, dai dirigenti a giocatori ed allenatori. Dal canto suo, Avellino continua a scrivere la storia della pallacanestro italiana in una stagione che sta andando oltre qualsiasi aspettativa: dopo le 12 vittorie in campionato, a memoria, mai in una partita di semifinale scudetto c’è stato uno scarto di 43 punti. Sembra davvero la squadra del destino quella nelle mani di coach Sacripanti: è vero, la serie è ancora sul 2-2, ma dopo una partita del genere, giocata in un’atmosfera mai provata al PalaDelMauro, niente può far paura a questi ragazzi e a questo pubblico.

Il primo tempo di Avellino è da consegnare agli annali di questo gioco. Probabilmente la miglior prestazione della storia recente della Scandone: un concentrato di tecnica, agonismo, forza mentale e soluzioni tattiche che annichilisce Reggio ben oltre il punteggio. L’assenza di Acker (con conseguente esordio di Ongwae), rientrato improvvisamente negli Stati Uniti per la perdita della madre, anziché scoraggiare i biancoverdi li fa salire tutti di livello, a cominciare da Veikalas, di gran lunga il più in difficoltà tra i lupi nelle prime tre partite. E’ proprio del lituano il primo canestro della gara e, da lì Avellino non si guarderà mai più indietro. I numeri del primo quarto non spiegano in toto il livello della prestazione dei biancoverdi: il 30-10 di fine primo quarto è corredato da una valutazione complessiva di 45 a 0 (!), con i lupi che tirano 12\19 dal campo (con 8 assist), stradominano a rimbalzo (16-3) e costringono Reggio a tirare 4\15 e perdere 4 palloni. Le statistiche però non dicono di tutte le palle toccate in difesa dai lupi, dei tanti tiri presi dalla Grissin Bon allo scadere dei  24 secondi, dell’assoluta incapacità di Menetti  e dei suoi di avere una qualche forma di reazione. Nel secondo quarto i lupi non si fermano: la produzione di Buva (11 punti e 5 rimbalzi in 10 minuti) e le serpentine di Green (finalmente ai suoi livelli al di là degli ottimi numeri) fanno impazzire un PalaDelMauro sold out traboccante di entusiasmo e capace di far tremare le gambe anche ad una squadra solida e di comprovata esperienza come i vicecampioni d’Italia che non riescono a segnare neanche dalla lunetta (3/8). All’intervallo si potrebbe mandare già tutti a gara 5 (46-23), ma la Scandone usa la ripresa per distruggere Gentile e compagni ben oltre il risultato a tabellone. Inizia Nunnally, continua Buva, finisce Ragland: il secondo tempo è un continuo aggiornare il massimo vantaggio (sarà + 47 sul 97-54 con 3 minuti da giocare), tenere tutti sulla corda (10 giocatori a canestro, 12 in campo) e gestire risorse e minutaggio (Veikalas il più utilizzato con i suoi 28 minuti) in vista di una gara 5 che, mai come stavolta, sarà decisiva.

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