Super Mario Draghi gestirà l’ammucchiata Politica Italiana

Dalla paurosa latitanza della politica all’ammucchiata attorno a Draghi, l’avvento di super Mario strega tutti

Super Mario Draghi gestirà l'ammucchiata Politica Italiana

Tutto in pochi giorni: si passa dal mancato decollo del Conte Ter all’euforia scatenata dalla comparsa dell’ex capo della Bce, l’uomo italiano più prestigioso nel mondo. Nel giro di una settimana l’Italia passa dal pietoso stato di paziente in pericolo di vita alla speranza di un Paese con un potenziale enorme.

Della discesa in campo di Mario Draghi si sperava da un pezzo, eventualità mai trapelata dall’ex banchiere essendo da sempre molto riservato e quindi poco incline alle comunicazioni avventate con i media. Ma nel momento cruciale, quando la latitanza della politica alimentata dalla mancata risposta dei cosiddetti responsabili aveva fatto temere il peggio, il Presidente Mattarella ha tirato fuori il jolly, la carta che disinnescato tutte le insidie e le meschinerie viste in precedenza.

Dopo un primo momento di smarrimento, ove qualche forza politica tra cui Lega e Movimento 5 Stelle hanno tentennato, tutti sono accorsi ad assicurare l’appoggio al neo designato leader Mario Draghi. Sono fin troppe le adesioni che fanno legittimamente pensare che più di una forza politica agisca più per tattica che per convinzione.

Solo Fratelli d’Italia e qualche “duro e puro” fra i pentastellati (Alessandro Di Battista) mantengono il punto. La Meloni si conferma una convinta sovranista e forse fa una scelta di coerenza accarezzando l’idea di vedere accrescere il numero dei suoi fans: è comunque una scommessa che potrebbe anche essere perdente. Alessandro Di Battista non abbandona le sue idee oltranziste ancorate all’idiosincrasia verso i poteri forti e l’establishment.

Ricordiamo che solo qualche giorno fa quasi tutti i partiti, chi per tattica chi per calcolo, volevano il ritorno alle urne, danneggiando con tale ipotesi un Paese alle prese con una pandemia ancora in  atto, un piano di vaccini che stenta a decollare e con il serio rischio di perdere le ingenti risorse del Recovery Fund.

Per Mario Draghi ora c’è fin troppa roba nel carniere: come farà a conciliare le aspettative di tutte le forze politiche, pure antitetiche come PD e Lega o M5S e Lega che pure hanno governato assieme? Ea tener conto delle avance di Renzi e dei desiderata di Forza Italia?

Draghi avrà il non facile compito di coniugare l’esigenza di dover assicurare delle professionalità al Paese (un congruo numero di tecnici) che vadano a sopperite quelle carenze palesate dai politici, e nello stesso tempo dovrà mettere d’accordo le forze politiche che gli daranno fiducia e sostegno per operare in tranquillità.