Avellino, le vaccinazioni si terranno al campo Coni

Il Sindaco Festa prolunga la DAD anticipando De Luca.

Vaccino anti Covid-19, il 40% degli Italiani non convinto

Il sopralluogo di Comune ed Asl al campo Coni ha sortito effetti positivi: la struttura è risultata idonea come base per iniziare la campagna di vaccinazione; saranno messi in opera pochi correttivi ed adattamenti e così a metà febbraio (da lunedì 15 gennaio 2021) si potrà procedere con l’inoculazione del prezioso siero che contribuirà ad immunizzare la popolazione, a partire dagli over 80 che potranno prenotarsi tramite un sito internet allestito dalla Soresa (adesionivaccinazioni.soresa.it).

Forse si dovrà fare a meno del Campo Coni per le attività sportive per un po’, ma il fattore sanitario ha la precedenza finché non sarà raggiunta l’immunità di gregge nella popolazione. Il virus non allenta ancora la sua presa, il tasso di positività è migliorato (al 4,7%), anche se alcune regioni vorrebbero adottare una fascia gialla rafforzata.

Il Governatore De Luca tiene alta la soglia d’allerta ed ha paventato di prendere seri provvedimenti dal momento che ha notato troppa gente per strada peraltro con mascherine indossate male; in particolare nella consueta diretta Facebook del venerdì lo sceriffo ha snocciolato dati riguardanti le scuole della Campania, nelle quali nel periodo dal 25 gennaio al 4 febbraio si sono registrati 2.280 casi positivi tra gli studenti.

Alla luce di questi risultati De Luca ha annunciato la proroga della chiusura delle scuole superiori dopo un’ulteriore verifica di martedì prossimo. Il Sindaco di Avellino Gianluca Festa ha invece anticipato tale ordinanza disponendo la permanenza della chiusura per le scuole superiori ad Avellino fino al 13 febbraio; le lezioni quindi continueranno a svolgersi grazie alla didattica a distanza.

Riguardo alla campagna vaccinale in città il dott. Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino ha illustrato la sequenza. In una prima fase le dosi saranno somministrate al campo Coni con priorità agli ultraottantenni (stimati in numero di 35mila); nella seconda fase si è pensato di poter sottoporre gli ultrasessantenni con patologie pregresse, presso gli studi dei medici di base, in modo da poter avere per ogni paziente un quadro clinico aggiornato e immediato. Il tutto per velocizzare e razionalizzare la procedura; i medici saranno incentivati con dieci euro per le dosi somministrate a studio e con €28 per quelle al domicilio dell’assistito.

La fornitura dei vaccini, a detta del dott. Sellitto, migliorerà poi con l’arrivo delle dosi di Astra Zeneca che, a differenza di quelle fornite da Pfizer e Moderna, hanno un range di conservazione meo critico (possono essere mantenuti al pari di un antinfluenzale alla temperatura di 2-8 °) e quindi potranno essere somministrati tranquillamente negli studi medici.