Londra. Scoppia la polemica sulla sicurezza

LONDRA – Si moltiplicano nel Regno Unito le polemiche sulla sicurezza mentre è caccia aperta alla rete di potenziali fiancheggiatori ed emuli di Khalid Masood.

Una tragedia premeditata  – L’uomo, 52 anni, nato in Inghilterra, convertito all’Islam e padre di tre figli, mercoledì, alla guida di un suv, ha trasformato il Westminster Bridge in un micidiale tiro a segno di pedoni e ha accoltellato poi a morte il poliziotto Keith Palmer davanti al parlamento del regno per essere finalmente abbattuto dal fuoco di un agente.

5 morti e circa 50 feriti – Il numero delle vittime, attentatore compreso, è salito a cinque dopo il decesso in ospedale di un 75enne investito. Mentre i feriti sono una cinquantina, due dei quali in condizioni critiche, e resta incosciente – seppure “stabile” – la giovane turista romena Andreea Cristea scaraventata dalla vettura killer nel Tamigi, con un volo spaventoso oltre il parapetto, e operata ieri per la rimozione di un coagulo di sangue al cervello.

La critica  

Che qualcosa mercoledì non abbia girato per il verso giusto appare  a questo punto indifendibile. E fra i mille dubbi che si accavallano ne pesa soprattutto uno: come è possibile che Khalid Masood, soggetto con qualche precedente di criminalità comune finito a un certo punto sotto la lente dell’MI5, i servizi di sicurezza interni di Sua Maestà, per le sue frequentazioni radicali, sia sfuggito dai radar proprio sul più brutto? A chiederselo è anche il Daily Telegraph, giornale vicino al governo Tory.