Home Cultura L’intelligence Oggi, successo per il libro del giornalista iprino Salvatore Pignataro

L’intelligence Oggi, successo per il libro del giornalista iprino Salvatore Pignataro

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Ancora apprezzamenti tra gli studiosi di Criminologia del volume sui servizi segreti l’Intelligence Oggi del giornalista irpino Salvatore Pignataro 

Continua ad incassare apprezzamenti nel mondo universitario e tra i cultori dei servizi segreti, il libro  “L’intelligence oggi – L’attivita’ di intelligence nell’ambito della sicurezza nazionale”.Un saggio accurato realizzato da Salvatore Pignataro, giornalista di Guardia Lombardi. La prefazione e’ stata redatta da Franco Roberti, attuale procuratore della repubblica di Salerno e gia’ capo della Direzione distrettuale Antimafia di Napoli. L’introduzione e’ stata realizzata, invece, da Antonio Guerriero Procuratore della Repubblica di S. Angelo dei Lombardi. All’interno del volume ci sono anche delle note introduttive di Gaetano Piccolella – Prefetto (a.r.), ex Vice capo vicario della Polizia di Stato e Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiraket ed antiusura; Antonio Magnotta – Generale di Divisione dell’Esercito Italiano (a.r.) e Antonello Perillo – Giornalista RAI. “Resta,  in larga misura sconosciuta la realta’ operativa fisiologica dei servizi segreti, che cosa sono e quali sono i loro compiti istituzionali, come funzionano e su quali terreni si muovono:  su quello informativo e contro informativo, come sui nuovi scenari investigativi e bellici di vario tipo e intensita’.” – ha scritto il procuratore Franco Roberti nella prefazione – Sotto questo profilo, il lavoro di Salvatore Pignataro, – L’intelligence oggi – e’ meritorio, perche’ contribuisce  a colmare un vuoto di conoscenza fornendo un panorama completo, teorico, pratico, di tutti gli aspetti della moderna attivita’ di intelligence, ripercorrendo in forma concisa ma completa, la storia e l’attualita’ dei servizi segreti italiani e quella dei piu’ famosi apparati del mondo occidentale. L’opera di completa con una pregevole analisi del “ Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica”, realizzato con la legge 124/ 2007, che appare piu’ complesso e articolato, ma anche maggiormente garantito, rispetto al vecchio apparato normativo risalente alle legge 801/1977.” Il volume in irpinia e’ stato gia’ presentato nell’auditorium comunale di Guardia Lombardi, alla presenza di autorita’, magistrati e docenti universitari. La seconda presentazione, invece, e’ stata organizzata nei mesi scorsi presso l’aula magna del Tribunale di Ariano Irpino, alla presenza di numerosi magistrati, avvocati e del Procuratore aggiunto con delega all’Antiterrorismo della Dda Rosario Cantelmo. Intanto sono numeros, soprattutto i cittadini  che si chiedono periodicamente: quanto hanno fatto i Servizi Segreti italiani per impedire le stragi nella nostra penisola? Quanto si è adoperata la nostra Intelligence per bloccare la nascita e la proliferazione di gruppi terroristici o di criminalità comune? Esisteva davvero il “pericolo sovietico”? A che prezzo abbiamo pagato, anche in termini economici, la dipendenza cultural-militare dagli Stati Uniti? Domande ingenue, certo. Il nostro apparato segreto è caratterizzato da una forte impenetrabilità, a differenza delle agenzie statunitensi o israeliane, dove di tanto in tanto qualcosa spunta fuori. Da noi ci è voluta l’accoppiata Jannuzzi-Scalfari, irpina al cinquanta per cento, per portare uno scandalo, quello del Sifar, al sole. Ma anche dopo decenni la nebbia resta fitta su tutti gli avvenimenti più drammatici del dopoguerra; e se ciò è senz’altro dovuto alla particolare collocazione geo-politica della Penisola, soprattutto nel periodo della Guerra Fredda, non ci si può esimere da analisi critiche non solo verso chi ha diretto i nostri agenti segreti, ma verso la politica, verso il sistema dei media e della cultura. Proprio per questo giungono utili libri come “L’intelligence oggi”, del giornalista Salvatore Pignataro. Un volume tecnico ma scorrevole, che fornisce interessanti nozioni di base per il curioso e per l’appassionato.  Modelli, comparazioni, strutture, leggi: c’è tutto questo nel primo “lungometraggio cartaceo” di Pignataro, ma le pagine del saggio evidenziano anche quelle zone d’ombra che hanno spesso caratterizzato l’attività degli 007 nostrani. I dati storici – il Sifar, il Sid, Sisde e Sismi, fino alla riforma del 2007 – vengono accompagnati dagli interrogativi posti dal cronista di Guardia dei Lombardi. “Le incertezze  politiche ed i problemi di bilancio, la mancanza di una cultura decisionale e di controlli  nell’ambito dei e sui servizi, la scarsa comunicazione fra istituzioni deputate alle relazioni  internazionali, caratterizzano in tutta la sua globalità il sistema italiano”, scrive Pignataro. E aggiunge: “Spesso quei servizi sono stati impiegati quali pedine da disporre nel gioco politico  interno, come elementi di una partita non decisa completamente e compiutamente”. Salvatore Pignataro non tralascia i possibili sviluppi delle attività di informazione. Siamo nell’era post-11 settembre, con il “pericolo invisibile” del terrorismo internazionale e le missioni all’estero. Ma l’Intelligence, oggi, deve misurarsi con le strategie criminali in materia di traffici internazionali e riciclaggio, sempre più sofisticate. Nel volume i temi sono ben evidenziati, ed è di stretta attualità il ruolo dell’agente “provocatore”, descritto in maniera molto esaustiva dall’autore. Sono invece tre i modelli esteri presi in considerazione nel libro: quello britannico, quello statunitense e i servizi di informazione tedeschi. I nostri Servizi “dal 1945 al 1949 rimasero del tutto dipendenti  dai Sistemi informativi americani, e cioè dall’Office of Strategic Service (OSS) prima e dalla  Central Intelligence Agency (CIA) poi”. E allora, tornando alle precedenti domande, risulta chiaro che l’autonomia del Belpaese sia stata raggiunta molti decenni dopo, e forse solo la crisi di Sigonella segna il cambio di rotta di un’epoca. Forse non tutti i mali sono addebitabili ad azioni e omissioni dei “nostri”. Forse, come osserva l’Andreotti-Servillo nel film “Il Divo”, “la situazione era un po’ più complessa”. Talmente complessa che anche la nostra intellighenzia ha scontato varie interferenze. La giornalista inglese Frances Stonor Saunders scrive “Gli intellettuali e la Cia” alla fine degli anni novanta. Ma il libro viene inizialmente “rigettato” dalla critica, e in Italia esce solo nel 2007. Proprio nel 2007 l’Intelligence italiana subisce modifiche sostanziali, lasciandosi alle spalle vecchie zavorre. Tuttavia i nostri morti non hanno ricevuto degna sepoltura morale. L’opera di chiarificazione viene portata avanti in modo magistrale da Giovanni Minoli. Ma è con Carlo Lucarelli che i temi più scottanti incrociano lo sguardo del grande pubblico televisivo, mentre scrittori come Giancarlo De Cataldo stanno dando importanti input anche per il cinema. Insomma, gli italiani hanno davvero bisogno di verità. Libri come “L’Intelligence oggi” possono facilmente spingere il lettore alla comprensione di fenomeni delicati. Il pregio del volume, infatti, è quello di partire “dal basso”, ossia da un preciso assemblaggio storico- normativo indispensabile per eventuali approfondimenti. Ben venga se tali approfondimenti si concretizzino poi al cinema, su internet, in televisione, nelle pagine di altri libri. In realtà Salvatore Pignataro sembra quasi rivolgersi alle nuove generazioni, complice la chiarezza

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BIOGRAFIA DELL’AUTORE: Salvatore Pignataro, nato ad Avellino vive a Guardia Lombardi. Laureato in Giurisprudenza foto Dott. Salvatore Pignatarocon una tesi in Criminologia. Giornalista, ha collaborato con numerosi periodici, televisioni, uffici stampa pubblici e privati. Nel 2007 ha ricevuto una menzione speciale nella sezione giornalismo nell’ambito del premio internazionale Citta’ di Pomigliano d’Arco, patrocinato dalla presidenza della Repubblica Italiana e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ha collaborato  con il quotidiano Corriere dell’Irpinia e con IL Mattino, attualmente e’ Capo redattore della emittente televisiva provinciale Irpinia Sannio Tv,  collabora con l’Ufficio Stampa e Relazioni Esterne della Fondazione Don Gnocchi per il Polo Lazio -Campania Nord.  

 

 

a cura Di Annamaria Bocchino