Le piattaforme streaming hanno cambiato per sempre il modo in cui guardiamo la TV?

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Prima dell’evoluzione dello streaming, l’intera famiglia era solita sedersi attorno al televisore in un particolare momento della giornata (solitamente la sera) per godersi un programma televisivo, un film o uno “sceneggiato” (l’antenato delle attuali serie TV). E se qualcuno aveva un impegno inderogabile, l’unica alternativa era quella di possedere un videoregistratore e di registrare il programma (pubblicità e intermezzi inclusi). Le piattaforme streaming hanno rivoluzionato tutto ciò, permettendo al pubblico di consumare contenuti video a qualsiasi ora e ovunque ci si trovi, purché si usufruisca di una connessione stabile.

Da Netflix a Disney+: la guerra delle piattaforme per aggiudicarsi il titolo di leader globale dell’intrattenimento

Secondo la rivista Wired.it, la guerra tra le diverse piattaforme streaming è destinata a condizionare il mercato e la cultura dell’intrattenimento. Netflix, AppleTV+, Prime Video, Disney+, ecc., si differenziano unicamente per l’ampiezza dei loro cataloghi, ma hanno tutti in comune un solo obiettivo: dominare l’intrattenimento a livello globale. Questa guerra allo streaming, altro non è che una feroce competizione tra le diverse piattaforme per accaparrarsi più utenti possibili.

Spesso, le stesse piattaforme, stringono partnership con i loro competitor per offrire agli utenti cataloghi ancora più vasti in un unico abbonamento. Quindi, cos’è che conferisce unicità e valore a queste piattaforme che, a prima vista, possono sembrare tutte uguali? Naturalmente le proprietà intellettuali e l’esclusività dei contenuti, spesso prodotte dalle stesse piattaforme.

Tuttavia, nonostante le offerte proposte dai sodalizi di questi giganti dello streaming, i consumatori vengono posti inevitabilmente di fronte una scelta. Oltre ai costi mensili consistenti dovuti all’attivazione di più abbonamenti per poter seguire tutti i contenuti preferiti, uno studio della società di analisi UTA IQ ha rilevato che ben il 67% dei consumatori trova frustante passare da un servizio all’altro alla ricerca di qualcosa da vedere. Il 58%, invece, trova seccante dover gestire diversi login, mentre il 45% confessa di avere proprio difficoltà a trovare contenuti interessanti da vedere.

Il mercato nero degli abbonamenti che mette in guardia i big dello streaming

Al momento, le varie piattaforme non sono incentivate a creare collaborazioni per offrire tutti i loro programmi, serie TV e film su un unico portale. Dunque, bisogna rinunciare a fare binge watching della serie o dello show del momento? Non necessariamente. Molte persone, infatti, preferiscono buttarsi sulla pirateria o il cosiddetto “pezzotto”, nome coniato ai tempi delle prime schede pirata, utilizzate per accedere alle TV a pagamento (pensiamo ad esempio all’antenato di Sky, Tele+). La TV pirata, di fatti, sta vivendo una specie di seconda età dell’oro, grazie allo streaming IPTV, di cui abbiamo parlato nel nostro articolo correlato qui su Contattolab.it. Questo fenomeno dello streaming IPTV, che, tra gli altri, sta danneggiando piattaforme come Sky e Dazn, conta un giro d’affari milionario.

L’IPTV consente agli utenti di consumare contenuti streaming disponibili solo tramite abbonamento, senza pagare le tariffe di sottoscrizione. C’è, naturalmente, una cifra da pagare per ottenerlo, ma si tratta sicuramente di un prezzo inferiore rispetto al prezzo complessivo da pagare per avere tutte le sottoscrizioni alle piattaforme ufficiali. Queste piattaforme, ovviamente illegali, necessitano di un decoder collegato a Internet, che permette la ricezione di un segnale in chiaro di tutti i contenuti delle piattaforme streaming più note. Chi sceglie il pezzotto al posto delle sottoscrizioni ufficiali, va incontro a una violazione del diritto d’autore, in Italia punita con reclusione dai sei mesi ai tre anni e con sanzioni che possono superare i 25.000 Euro. E le pene per chi fornisce questo tipo di servizio sono ancora più alte.

Dunque, vale davvero la pena rischiare solo per poter vedere tutti i programmi più in voga del momento? Meglio rinunciare a uno show o due, anziché finire in guai seri. La legalità, dopotutto, è sempre la via da seguire per avere una coscienza pulita e dormire sonni tranquilli. E di legalità e siti ufficiali, nonché affidabili, ne sanno qualcosa gli esperti di gioco d’azzardo, tra questi gli autori di un portale dedicato a scovare e raccomandare esclusivamente casinò e siti di gioco a distanza legali, affidabili e certificati. I redattori offrono le recensioni di casinò più aggiornate e si assicurano che i siti che finiscono nella loro toplist superino tutti i loro altissimi standard di sicurezza e che siano provisti di regolare licenza per operare sul territorio italiano.