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L’Avellino Calcio è fuori dalla serie B. Il Lupo è solo ferito! Tornerà più forte di prima.

L'Avellino Calcio fuori dalla Serie B, la delusione che diventa riscatto.

Qualcuno parla di complotto, altri di un vizio di forma “innocente”, altri ancora (in tanti a dire il vero) puntano il dito contro la pessima gestione da parte del Presidente Walter Taccone. Probabilmente sono tre ipotesi altrettanto valide e concrete, ma la realtà dei fatti è che ad oggi, la U.S. Avellino 1912, dopo la mazzata del Tar, è ufficialmente fuori dalla serie B.

Ciliegina sulla torta di una settimana iniziata male, è la possibilità, se non si velocizzano i tempi, di non iscrivere il Lupo neppure in Serie D (ipotesi rara, ma non impossibile).

L’Avellino Calcio fuori dalla Serie B, la delusione che diventa riscatto.

Entrare nel merito del perchè o del percome i biancoverdi siano ritornati nell’inferno calcistico dei dilettanti, ora passa in secondo piano. Ci siamo finiti, quindi pazienza! Il Lupo è stato abbattuto, e nel calcio non si ha tempo per piangere i caduti. Bisogna rimboccarsi le maniche e ripartire. I Lupi lo hanno fatto una volta e lo faranno anche a partire da settembre. Costruire una società solida, seria e con voglia di crescere sarà più che sufficiente a centrare due promozioni in altrettante stagioni.

Prendere un cazzotto in pieno volto, come è accaduto ai lupacchiotti non è sempre un male. Se vogliamo dircela tutta, gli ultimi 3 anni sono stati piuttosto deludenti. Tante le colpe della gestione Taccone. Tante le colpe di molti tifosi da tastiera (che ricordiamo mentre oggi fingono di piangere sui social, ieri cercavano modi per entrare gratis allo stadio). Tante anche le colpe di alcuni organi di stampa locali che, troppo spesso hanno chinato il capo senza porre domande scomode (o quantomeno legittime) alla società.

Progetti seri per una rinascita solida dell’Avellino Calcio.

Le squadre di calcio si costruiscono e si gestiscono con il denaro, non ci sono alternative. Poi ci sono società capaci di trarne degli utili, altre che purtroppo falliscono. Che senso avrebbe avuto per il terzo anno di fila ridurre l’Avellino ad una ennesima salvezza conquistata all’ultimo minuto?

Vero, i dieci anni di Serie A non scendono in campo, così come è vero che le Champions League del Milan negli ultimi sette anni non sono servite a far vincere il diavolo, ma è pur sempre vero che si tratta, con i dovuti paragoni di due società che hanno scritto la storia. E vedere soprattutto l’Avellino in queste condizioni fa decisamente male. Per tali ragioni, meglio estirpare il dente subito che soffrire per altri 5 anni.

Forse questo “anomalo fallimento” potrebbe essere la svolta per costruire una coesione empatica tra società e tifosi. Sono tanti gli esempi di cadute e risalite gloriose, non ultimo, il Parma. Gli Emiliani in quattro anni sono passati dai campetti poco gratificanti della Serie D ad una magnifica promozione in Serie A. Bhe, i Lupi potenzialmente non sono certamente inferiori ai Ducali.

Ora è giusto piangere, star male, soffrire. Da domani testa alta, e si inizia a progettare il futuro. Per il momento abituiamoci nuovamente ai campetti in terra battuta di molte squadre dei Dilettanti, tra due anni se davvero lo vogliono, torneremo nel ruolo che ci compete, ma questa volta, da protagonisti! Ti vogliamo bene Lupo.

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