Home Basket La Scandone non di ferma: sbancata Varese all’overtime

La Scandone non di ferma: sbancata Varese all’overtime

Non si ferma la Scandone che sbanca anche Varese, porta a 7 il numero di vittorie consecutive tra coppa e campionato e continua la rincorsa a Milano, insieme a Reggio Emilia, prossima avversaria al PalaDelMauro in un match che già si preannuncia infuocato. Il 77-79 maturato a Masnago ha avuto bisogno di un overtime per decretare la vittoria dei lupi sigillata, così come a Zagabria, dalla solita tripla sul prolungamento sinistro del tiro libero di Green. E’ stato il canestro del capitano a riportare avanti i suoi nell’ultimo minuto di gioco (dal 75-74 al 75-77) e suoi sono stati i liberi che hanno suggellato la vittoria.

Coach Sacripanti recupera sia Ragland (di ritorno dagli Usa per motivi personali) che Obasohan (colpo al polso in coppa a Zagabria), mentre Varese è costretta a rinunciare ad Anosike per problemi alla schiena. Si segna poco nei primi 5 minuti, con Maynor ad abbassare i ritmi ed Avellino che commette tanti, inusuali turnover. Sulla quarta, di Randolph, dopo 6 minuti Sacripanti chiama time out sul -3 (13-10). I biancoverdi però non escono bene dalla sospensione e Varese, con Eyenga, allunga fino al 17-10. E’ il solito capitan Green a ricucire lo strappo per il 19-16 di un primo quarto non bellissimo. Lo stesso Green accorcia ad inizio secondo periodo, ma sono Zerini e Thomas a lanciare i lupi sul 24-26. Moretti ci prova con la zona e, nonostante un Obasohan finalmente positivo, il vantaggio per la Scandone a fine primo tempo è minimo (35-36). A livello statistico salta all’occhio il 20-46 di valutazione a favore dei lupi spinto dalle ottime percentuali di tiro a sopperire le 8 perse e nessun rimbalzo offensivo, mentre Varese paga le basse percentuali su un totale di 15 tiri tentati in più (38 contro 23).

Ad inizio terzo quarto Fesenko, in quintetto con Randolph (cosa che Sacripanti sta facendo sempre più spesso), fa subito la voce grossa ma la zona di Varese non riesce a far prendere ritmo ad Avellino che prova a scappare ma viene sempre ripresa e, spesso, si trova ad inseguire. Nei momenti di difficoltà si va sempre da Leunen che risponde presente, ma l’energia di Pelle ed Eyenga tiene Varese sempre a contatto. Dopo il 53 pari di fine terzo quarto, nei primi 6 minuti dell’ultima frazione non si segna mai (6-5 il parziale): ci prova Thomas con una gran tripla ma i biancorossi non si arrendono, entrando sul 63 pari negli ultimi 120 secondi. E’ ancora Thomas a fare la voce grossa, ma i liberi sbagliati (saranno bel 10 alla fine) e un’incomprensione tra panchina e campo permettono a Kangur di pareggiare a quota 68 con una tripla raccattata dalla spazzatura. Avellino avrebbe 6 secondi per vincerla, e riesce a trovare anche bene Fesenko, ma l’ucraino non converte, rimandando il verdetto all’overtime. Dove, come spesso accade, l’ultima parola è di Marques Green.