La Scandone batte Capo d’Orlando e torna a respirare, 55 a 73 il risultato finale

In una delle partite più brutte degli ultimi anni, la Scandone batte Capo d’Orlando in Sicilia e torna a respirare, quantomeno in classifica. Il problema è che le scorie lasciate dalla sconfitta del derby sono ancora più che presenti nelle mente dei biancoverdi che, solo nell’ultimo quarto, sono riusciti a strappare in maniera decisiva contro la peggiore squadra del campionato arrivata alla sesta sconfitta consecutiva (e la decima nelle ultime undici giornate).

Due squadre paralizzate dalla paura di perdere che approcciano la partita più importante dell’anno con negli occhi la paura di sbagliare: è chiaro che non può venirne fuori una partita piacevole. Sacripanti propone il solito quintetto, mentre Griccioli tiene fuori i convalescenti Laquintana e Jasaitis per Ilieski e Bowers. Leunen e Green provano a caricarsi la squadre sulle spalle prendendosi maggiori responsabilità in attacco, ma entrambi hanno le polveri bagnate (chiuderanno, in combinata, con solo 2 punti e 1\13 dal campo), così i paladini partono meglio e costringono Sacripanti al primo time out già sull’8-3. E’ una partita tra squadre intimorite che, nel solo primo quarto, perdono 11 palloni e che possono contare solo sulle prestazioni dei singoli. Sono gli 8 di Perl da un lato e i 5 di Nunnally dall’altro a chiudere il primo quarto sul 16-12. Ad inizio secondo quarto i siciliani provano a scappare sul 20-14 ma, dalla panchina, si alza finalmente un positivo Ragland che segna 7 punti nella frazione, ben coadiuvato da Buva (6 punti). Il 32 pari con cui si va al riposo parla di due squadre incapaci di riuscire a prendere un minimo di ritmo e capaci solo di restare in partita con gli errori altrui (il conto delle palle perse è arrivato a 17)

Dopo l’intervallo, Sacripanti prova a dare coraggio ai suoi facendo partire Buva e Ragland in quintetto. Avellino per la prima volta strappa (34-40 in 2 minuti di ripresa), ma Capo ci mette poco a rientrare sul 41 pari. Le palle perse continuano a fioccare e all’ultima sirena raggiungono quota 30 con Avellino in vantaggio di 1 (46-47) contro una squadra che tira 2\10 da 3, 6\13 ai liberi e perde 17 palloni. Lo strappo decisivo lo dà Nunnally che con 5 punti in fila e l’assist per la tripla di Ragland porta i suoi sul 49-57, con i padroni di casa che continuano a litigare con palla e ferro e segnano la misera di 9 punti nell’ultimo quarto. Il punteggio finale di 55-73 va ben oltre i meriti dei lupi, ma la vittoria, mai come in questo caso, è la miglior medicina.

Reggiana 14 9
Milano 14 10
Trento 13 9
Sassari 14 8
Cremona 14 9
Pistoia 14 7
Brindisi 14 6
Venezia 13 6
Cantù 14 6
Caserta 14 5
Avellino 14 5
Varese 14 4
Pesaro 14 5
Bologna 13 4
Capo d’Orlando 14 4
Torino