Home Italia & Esteri Isis, Obama chiede autorizzazione al Congresso per attaccare l’IS

Isis, Obama chiede autorizzazione al Congresso per attaccare l’IS

Il presidente Barack Obama in mattinata ha richiesto al Congresso l’autorizzazione all’uso della forza militare contro lo Stato Islamico ed i suoi crudeli affiliati dell’isis, che rappresentano “una grave minaccia per tutto il mondo”.

Nella bozza viene riportato il limite massimo di 3 anni e con l’esclusione di “un’offensiva duratura” con forze di terra bene addestrare ad eliminare il nemico. Non si esclude quindi a breve la possibilità di un intervento di terra. Finora l’autorizzazione all’uso della forza era limitato ai raid aerei e al lancio di aiuti umanitari.

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Nel testo dell’Authorization for Use of Military Force (AUMF) si è fatto ricorso ad una formula volutamente ambigua, che non esclude la possibilità di interventi limitati e mirati, nel tentativo di arrivare ad una proposta di compromesso con cui l’amministrazione Obama spera di riuscire ad ottenere il sostegno sia dei democratici, che temono l’idea di un nuovo intervento in grande scala, che dei repubblicani, che non vogliono escludere completamente il ricorso alle forze di terra se queste saranno necessarie per sconfiggere i terroristi.

E’ la prima volta che i cosiddetti ‘war powers’, vengono chiamati ad autorizzare formalmente un’operazione militare dal 2002, quando approvarono la richiesta di George Bush di attaccare l’Iraq.

Su Kayla: “Cuore spezzato”. In una intervista rilasciata al sitoBuzzFeed, il presidente Barack Obama, ha parlato della tragedia della cooperante. “Ho il cuore spezzato”, la linea sugli ostaggi in mano ai terroristi rimarrà la stessa: “Gli Stati Uniti non pagano i riscatti”. Obama si dice straziato per la morte: “Dire alle famiglie che gli Usa non pagano i riscatti è la cosa più dura che abbia mai fatto. Ma questo è un punto fermo della nostra politica”. “La ragione – spiega Obama – è che se cominciassimo a farlo non solo finanzieremmo il massacro di persone innocenti, ma rafforzeremmo la loro organizzazione e di fatto renderemmo gli americani ancor di più un bersaglio di futuri rapimenti”.

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