Home Italia & Esteri Isis, Kayla Mueller violentata e uccisa da Al-Baghadi

Isis, Kayla Mueller violentata e uccisa da Al-Baghadi

Violentata dal Califfo e poi uccisa brutalmente, sarebbe questa la verità emersa sulla drammatica vicenda di Kayla Mueller, la giovane volontaria americana rapita dall’Isis in Siria nel 2013 e poi uccisa lo scorso febbraio. La denuncia arriva da una ragazzina di 14 anni, anche lei schiava sessuale dei jihadisti che è poi riuscita a fuggire. Era detenuta assieme a Kayla. L’intelligence americana ha raccolto altri indizi, che confermano le accuse, e a giugno ha informato i due genitori, Carl e Marsha Mueller. La notizia che la cooperante statunitense era stata in «sposa» a un leader jihadista è emersa poco dopo la sua morte, ma nessuno aveva mai fatto il nome del leader supremo dell’organizzazione Baghdadi. La giovane era tenuta prigioniera da Abu Sayyaf e dalla moglie Umm Sayyaf: lui, considerato il tesoriere dell’Isis e responsabile della vendita del petrolio è stato ucciso in un raid a giugno. Lei è stata catturata e consegnata alle autorità del Kurdistan, dove si prepara un processo che si prevede la sbatterà in cella «per lungo tempo». Negli interrogatori ha confermato lo stupro dell’ostaggio Usa.La ragazza «poteva fuggire», ha rivelato Foreign Policy, «ma rimase in prigionia per aiutare un’altra occidentale, in cattive condizioni di salute. In una straziante lettera ai genitori, poco prima di morire scriveva «ho ancora molta forza dentro di me per lottare. Non sto crollando, non cederò, non importa quanto ci vorrà». La sua tragica sorte è simile a quella di tante ragazze e ragazzine siriane, irachene, libiche. Un vero e proprio «bazar delle schiave del sesso», in taluni casi costrette a operarsi per tornare vergini, ha denunciato l’Onu. Le ragazze yazide, rapite a centinaia in Iraq, hanno denunciato che «gli emiri dell’Isis venivano ogni giorno e sceglievano una ragazza. C’erano anche bambine di 12 anni». Una di loro ha raccontato di essere passata per le mani di un miliziano turcmeno, quindi di un emiro, che l’ha regalata a un amico ceceno. Gli attivisti di Raqqa hanno scritto che i jihadisti sono «malati di sesso», protagonisti di atti «brutali». E proprio una schiava è il premio che l’Isis nell’est della Libia ha messo in palio per i primi tre classificati di un concorso di recitazione di versetti coranici.