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Vivere fino a 120 anni sarà presto possibile, grazie ad un farmaco per la cura del diabete

Vivere fino a 120 anni sarà possibile grazie al farmaco anti-diabete metformina . Ha allungato del 40% la vita ai topi, ora test su 3000 pazienti.

Le premesse sono decisamente interessanti, vivere fino a 120 potrebbe diventare presto realtà. Come? nessuna sorgente segreta come accade nelle fiabe, ma grazie ad un farmaco anti-diabete a base di metformina capace di allungare la vita almeno del 40%, la scoperta grazie ad uno studio effettuato su topi e vermi da laboratorio. Non solo vita allungata, lo studio ha dimostrato come i topi hanno mantenuto un organismo decisamente più sano e forte durante il loro percorso di extra-vita.

La notizia ha fonti di primo livello, arriva infatti direttamente dalla Fda, l’organo responsabile per la commercializzazione dei farmaci negli Usa. La stessa agenzia ha annunciato ufficialmente l’avvio di un test su circa 3000 pazienti con età tra i 70 e gli 80 anni, già colpiti da malattie cardiache, tumori o demenza. I test saranno eseguiti in California, presso il Buck Institute per la ricerca sull’invecchiamento. Lo studio sarà seguito anche da Gordon Lithgow, esperto di gerontologia scozzese. “Se prendiamo di mira l’invecchiamento e riusciamo a rallentarlo, a quel punto rallentiamo automaticamente tutte le patologie e le malattie che si manifestano con gli anni – ha osservato Lithgow – e’ una cosa rivoluzionaria, mai accaduta prima.” ” Solo l’idea di una sperimentazione cosi rivoluzionaria usando un farmaco per raggiungere questo risultato sarebbe stato folle pensarlo fino a 20 anni fa – ha aggiunto – ma sta accadendo e c’e’ ogni ragione per credere che sarà possibile. L’invecchiamento oggi non è più un mistero, consociamo bene i processi che portano a tale sviluppo”.

Qualora lo studio avrà un buon successo ci sarà una rivoluzione in campo medico e soprattutto nella cura di alcune malattie, Alzheimer, il Parkinson, le demenze senili potrebbero sparire.

“Avere 70 anni di età vorrà dire averne 50 “, concludono gli esperti . La metformina viene giudicata il prodotto migliore contro l’invecchiamento organico, in quanto aumenta le molecole di ossigeno presenti nelle cellule,e queste a loro volta incrementano forza e longevita’.

Metformina

La metformina è un farmaco per il trattamento del diabete di tipo 2 della famiglia delle biguanidi.

Farmacodinamica

Il meccanismo d’azione della metformina non è ancora chiarito nei dettagli ma non sembra dipendere dalla presenza di cellule βnel pancreas poiché non pare stimolare la secrezione di insulina, come le sulfaniluree. Al momento si ritiene che essa riduca la concentrazione ematica di glucagone e diminuisca la glicemia, cioè i valori di glucosio nel sangue, sia riducendone la produzione da parte del fegato, per diminuzione della gluconeogenesi sia aumentandone il consumo da parte dei tessuti periferici, per aumento della glicolisi, sia riducendone l’assorbimento da parte dell’intestino. Per ciò che riguarda la diminuita gluconeogenesi epatica, si suppone che la metformina alteri i substrati del complesso I della catena respiratoria mitocondriale.
La metformina non induce diminuzione della glicemia in persone non diabetiche a meno che non ne vengano assunte alte dosi. Recenti evidenze hanno dimostrato che la metformina attiva direttamente la AMPK, portando agli effetti metabolici su esposti. La metformina avrebbe anche effetti benefici sulle dislipidemie, diminuendo le LDL e aumentando la concentrazione ematica diHDL, ed avrebbe anche effetto anti-infiammatorio, con conseguente beneficio nella prevenzione delle complicazioni del diabete, specie a livello vascolare.

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Farmacocinetica

La metformina va assunta per via orale ed è assorbita a livello intestinale; nel plasma circola in forma libera. Il farmaco non è metabolizzato ed è eliminato come tale attraverso le urine.
La sua emivita è di circa 1,5-3 ore.

Usi clinici

Attualmente la metformina è il farmaco di scelta in pazienti affetti da diabete di tipo II (non insulino dipendente). Presenta vantaggi interessanti specie in persone obese, poiché non induce aumento di peso e la comparsa di ipoglicemia è un fenomeno poco comune.
La metformina può anche essere associata alle sulfaniluree, qualora queste ultime si siano rivelate insufficienti.
Generalmente le terapie a base di metformina prevedono una dose iniziale di 500 mg dopo colazione. Dopo qualche giorno, se la glicemia non si è normalizzata, si può aumentare la dose distribuendola in maniera frazionata dopo i pasti principali (colazione, pranzo e cena). Si consiglia di non superare i 3 g giornalieri (generalmente 2-2,5 g al dì). Il frazionamento del farmaco lungo l’arco della giornata è utilizzato per limitare i fastidiosi effetti gastrointestinali che si avrebbero con somministrazione unica.

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