Home Salute Calcoli renali, eliminati facendo sesso 3 volte a settimana

Calcoli renali, eliminati facendo sesso 3 volte a settimana

Soffrite di calcoli? il sesso potrebbe essere la soluzione

Soffrite di calcoli uretrali? la migliore cura  è decisamente piacevole e salutare, bisogna bere molta acqua durante la giornata, fare del sano sport, senza eccessivi sforzi, e soprattutto fare sesso almeno 3 volte alla settimana.

Una medicina naturale dunque che supererebbe l’efficacia di molti farmaci specializzati nella cura dei calcoli nell’uretra, fare sesso infatti aiuterebbe l’eliminazione dei fastidiosissimi e spesso dolorosi sassolini che si vanno a formare nel corpo

Perchè proprio il sesso? Secondo gli specialisti tutto parte dall’endorfina, ovvero gli ormoni che si attivano con il piacere. Il connubio tra il classico movimento meccanico del rapporto sessuale e il conseguente rilassamento muscolare indotto appunto dalle endorfine faciliterebbe l’espulsione dei calcoli nel tratto conclusivo dell’uretere.

LA RICERCA

La ricerca è stata portata avanti dal Dipartimento di Urologia del Training and Research Hospital di Ankara e ha visto prendere in esame 90 uomini,maggiorenni, con colica renale o diagnosi di calcolo ureterale, suddivisi in 3 gruppi . I pazienti che hanno concluso il test,durato 4 settimane sono stati 75. Ogni gruppo è stato istruito per compiere delle azioni specifiche, Ad un gruppo è stata data come unica indicazione quella di avere almeno 3 rapporti sessuali a settimana, al secondo è stato somministrato un farmaco alfa-litico, nel “gruppo controllo” è stata data una terapia sintomatica. Dopo 2 settimane i ricercatori hanno osservato che nel primo gruppo la percentuale di espulsioni spontanee dei calcoli era quasi doppia rispetto al gruppo 2 (84% contro 47%), mentre il terzo mostrava la percentuale più bassa (34%). A 4 settimane il 93,5% dei pazienti del gruppo 1, l’81% del gruppo 2 e il 78% del 3 avevano espulso spontaneamente i calcoli.

 

Calcoli renali

La calcolosi renale o nefrolitiasi è una condizione clinica caratterizzata dalla formazione di precipitati nel rene, inquadrata all’interno delle calcolosi delle vie urinarie. Quando è formata da cristalli di dimensioni molto ridotte, come granelli di sabbia, prende il nome di renella, ed è formata soprattutto da urati e fosfati

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Epidemiologia

È una patologia piuttosto frequente, in Italia affligge in media il 7,5% della popolazione, in zone come il Medio Oriente la percentuale è anche superiore.

La distribuzione per sesso è più frequente nel sesso maschile che nelle donne, può o meno essere sintomatica. Tramite ricerche scientifiche su validi campioni di persone elaborate da ricerche scientifiche americane, si è potuto osservare che vi è una particolare distribuzione geografica delle persone colpite da nefrolitiasi. Nelle parti del globo più calde infatti vi è una percentuale più alta di frequenza di calcoli renali.

Eziopatogenesi

Il calcolo urinario è un aggregato solido di varia forma e struttura che si deposita all’interno del rene o delle vie urinarie. La sua formazione è solitamente dovuta alla rottura di un delicato equilibrio mantenuto dalla funzione renale. I reni infatti per loro funzione devono da un lato risparmiare acqua, dall’altro eliminare sostanze di vario genere scarsamente solubili, in continuo adattamento a situazioni diverse, di idratazione, di dieta, di clima, di terapia farmacologica, di attività fisica. In condizioni fisiologiche la formazione di calcoli non avviene per la presenza nelle urine di sostanze che impediscono la precipitazione e la cristallizzazione dei sali di calcio e di altre che legano il calcio in complessi solubili. Questi meccanismi non sempre garantiscono una protezione efficace. Se le urine si saturano di composti insolubili si producono in una prima fase dei cristalli che aggregandosi fra loro danno origine al calcolo.
In ordine di frequenza, i principali tipi di calcoli urinari sono formati da:[4]

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