Home Italia & Esteri Svolta in Gran Bretagna, suicidio assistito è legge

Svolta in Gran Bretagna, suicidio assistito è legge

Eutanasia- Sono 18 anni che la lobby pro-eutanasia della Gran Bretagna sta cercando di introdurre il suicidio assistito il diritto a morire  proponendo ripetutamente una legge che rispecchia i contenuti di una in vigore dal 1997 nello Stato americano dell’Oregon. Se approvato, quando nel primo pomeriggio di venerdì 11 settembre andrà al voto alla Camera dei Comuni, il «Rob Marris’s Assisted Dying Bill» (la legge sulla “morte assistita” dal sessantenne deputato laburista che l’ha proposta) garantirà infatti ai medici di aiutare a morire i pazienti che ne fanno richiesta prescrivendo un farmaco letale. Unico limite sarà che al “diritto di morire” potranno accedere solo malati terminali consenzienti a cui non sono stati dati più di sei mesi di vita. L’esito del voto è ancora  incerto inatnto molti movimenti ro vita sono giàscesi in piazza davanti a Westminster, con cartelloni che chiedevano ai parlamentari di proteggere la vita. Tra loro anche diversi medici. «Molti pazienti – spiega Robin Boyd, medico condotto da trent’anni – sono stabili mentalmente solo in apparenza ma in realtà sono assai vulnerabili e facilmente manipolabili dagli altri perché si sentono un peso per la famiglia e per la società. Spesso vogliono morire solo per dare sollievo a chi gli sta intorno».

Qualche settimane fa, sulle pagine del Wall Street Journal anche un medico dell’Oregon, William Toffler, ha invitato la Gran Bretagna a non fare lo stesso errore dello Stato americano. «Da quando l’Oregon ha legalizzato il sucidio assistito quasi vent’anni fa – ha scritto il professore – più di 850 persone sono morte ingerendo una dose letale di barbiturici. La legge ha cambiato profondamente il rapporto tra medico e paziente e oggi molti malati terminali hanno paura di essere costretti a morire».

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