Home Politica Governo approvato il ddl anticaporalato,basta al lavoro nero e allo sfruttamento

Governo approvato il ddl anticaporalato,basta al lavoro nero e allo sfruttamento

Governo – Il Consiglio dei ministri nella giornata di oggi ha approvato il tanto atteso disegno di legge atto a contrastare il caporalato e al lavoro nero in agricoltura. La legge ha come obbiettivo principale quello di contrastare dil dilagante e fin troppo diffuso fenomeno criminale dello sfruttamento dei lavoro nero e dunque dei lavoratori, attuando un intervento organico e coordinato tra le Istituzioni. Il disegno di legge introduce strumenti operativi contro il caporalato tanto dal lato amministrativo quanto dal lato penale.

Il ministro Martina “Con il disegno di legge che abbiamo approvato oggi in Consiglio dei ministri facciamo un passo in avanti cruciale nel contrasto al caporalato e al lavoro nero in agricoltura. Si tratta di un intervento organico che rafforza le norme penali e introduce strumenti operativi necessari, come ad esempio il piano di accoglienza per i lavoratori stagionali. Con la norma rafforziamo anche la Rete del lavoro agricolo di qualità, che abbiamo voluto con forza come sperimentazione unica in Europa. Con questo strumento abbiamo creato una certificazione etica del lavoro agricolo e costruito una cabina di regia che mette insieme Inps, sindacati, organizzazioni agricole e Istituzioni”, sono convinto si possa arrivare a una rapida approvazione in Parlamento.”

Ecco le principali novità presenti nel nuovo ddl  per il contrasto al caporalato e al lavoro nero in agricoltura

  • RAFFORZATA LA RETE DEL LAVORO AGRICOLO DI QUALITA’. Viene rafforzata la operatività della Rete del lavoro agricolo di qualità, creata con la Legge Competitività e attiva dal 1 settembre 2015. Con la norma si estende l’ambito dei soggetti che possono aderire alla Rete, includendovi gli sportelli unici per l’immigrazione, le istituzioni locali, i centri per l’impiego e gli enti bilaterali costituiti dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori in agricoltura e i soggetti abilitati al trasporto di persone per il trasporto dei lavoratori agricoli. Allo stesso tempo si stabilisce l’estensione dell’ambito delle funzioni svolte dalla Cabina di regia della Rete stessa, che è presieduta dall’Inps e composta da rappresentanti di sindacati, organizzazioni agricole e Istituzioni.
  • PIANO DI INTERVENTI PER L’ACCOGLIENZA DEI LAVORATORI AGRICOLI STAGIONALI. Con la nuova legge le amministrazioni statali saranno direttamente coinvolte nella vigilanza e nella tutela delle condizioni di lavoro nel settore agricolo, attraverso un piano congiunto di interventi per l’accoglienza di tutti i lavoratori impegnati nelle attività stagionali di raccolta dei prodotti agricoli. L’obiettivo è tutelare la sicurezza e la dignità dei lavoratori ed evitare lo sfruttamento ulteriore della manodopera anche straniera. Il piano sarà stabilito con il coinvolgimento delle Regioni, delle province autonome e delle amministrazioni locali nonché delle organizzazioni di terzo settore.
  • INDENNIZZI PER LE VITTIME. Per la prima volta si decide di estendere le finalità del Fondo di cui alla legge n. 228 del 2003 in tema di vittime della tratta anche alle vittime del delitto di caporalato, considerata la omogeneità dell’offesa e la frequenza dei casi registrati in cui la vittima di tratta è anche vittima di sfruttamento del lavoro.
  • INASPRIMENTO DEGLI STRUMENTI PENALI. Con l’intervento normativo si stabiliscono nuovi strumenti penali per la lotta al caporalato con:
    –  estensione dell’arresto obbligatorio anche al delitto di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro;
    –  introdurre la responsabilità amministrativa degli enti per il delitto di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro;
    –  estensione da un lato della confisca obbligatoria, anche per equivalente, al delitto di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, dall’altro dell’istituto della confisca c.d. estesa o allargata;
    –  introduzione di una circostanza attenuante per il delitto di sfruttamento del lavoro, per chi si sia efficacemente adoperato per evitare che l’attività delittuosa sia portata a conseguenze ulteriori, per assicurare le prove dei reati e per l’individuazione degli altri responsabili ovvero per il sequestro delle somme o altre utilità trasferite.