Gli adolescenti consumano meno alcol, ritardata età del primo assaggio

Secondo uno studio riportato dalla OPGA (Osservatorio Permanente Giovani e Alcool) gli adolescenti italiani da qualche anno bevono di meno e soprattutto a differenza degli anni 90 iniziano a bere più tardi, ma esattamente come 20 anni fa, ancora oggi il punto dolente rimane la cattiva e spesso mancata informazione delle loro famiglie sui rischi che comporta il bere alcolici.

Circa Il 16% degli adolescenti nostrani (fascia di età 12-14 anni) afferma di aver mai bevuto alcolici con un calo rispetto al 2011-2012 del 7%,  il 24%, di intervistati afferma di aver bevuto raramente ma di non averlo ripetuto.

Il primo sorso di alcol avviene superati i 10 anni di età per il 38% dei ragazzi (- 3,8% rispetto al 2012), anche se in maniera estremamente indicativa anche un 8% ha assaggiato alcolici attorno ai 6 anni, ma in questo caso si tratta in linea di massima della classica goccia versata in un bicchiere magari dal nonno al nipotino durante una festa.

Frequenza consumo bevande alcoliche per tipo

Il contesto relazionale del primo assaggio permane conviviale e guidato da figure familiari nel 76% dei casi (soprattutto genitoriali). Solo l’11% fa la prima esperienza in sola presenza dei coetanei. I primi consumi avvengono in prevalenza ai pasti (39,8%) ed in concomitanza con circostanze speciali, feste (11,6%) o celebrazioni (28,7%). Le sensazioni del primo assaggio rinviano a niente di particolare per il 47,3% dei rispondenti, mentre la sensazione di un evento gradevole e’ alla pari con la sensazione sgradevole (26,5% e 24,6% rispettivamente). Scende il numero dei giovanissimi che si ubriacano: dal 6,8% del 2012 al 4,8%. Tuttavia, afferma la ricerca “l’argomento del consumo/abuso di alcol non sembra particolarmente presente nelle discussioni familiari”: solo il 16,6% delle famiglie (una su sei) parla frequentemente con i figli dei problemi legati all’eccessivo consumo di alcol. La grande maggioranza dei genitori lo fa raramente e in modo occasionale (52,9%) e vi e’ anche una quota cospicua di genitori (28,9%) che non ha mai affrontato la questione.

I motivi per cui si beve

Ma perché i giovani bevono? Qui le risposte cambiano a secondo del tipo di rapporto che si ha con l’alcol: i non bevitori individuano la causa principale nel desiderio/obbligo di adeguarsi al gruppo (56,6%), mentre i bevitori abituali rifiutano in gran parte di riconoscere l’induzione da parte del gruppo, ma rispondono in maggioranza “per divertirsi” (46,6%) o “sballare” (42,6%). Emerge comunque – e questa volta con indicazioni bipartisan – anche una dimensione esistenziale con il 38% che sostiene che il consumo si giustifica per “dimenticare i problemi”.