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Embrioni umani modificati in laboratorio resistenti all’Hiv

Embrioni umani, resistenti al virus dell’Hiv sono stati creati in laboratorio da un gruppo di ricercatori cinesi. La ricerca è stata coordinata dal professor Yong Fan Dell’Università di Guangzhou e pubblicata sulla rivista Juornal of Assisted Reproduction and Genetics. Una tecnica alquanto particolare , una sorta di taglia, copia e incolla, che  ha consentito ai ricercatori di aggiungere mutazioni genetiche agli embrioni umani. La straordinaria mutazione artificiale, chiamata “CCR5 Delta 32”  crea una sorta di blocco al virus dell’Hiv impedendogli di entrare nelle cellule immunitarie. Sicuramente è un passo importante per la lotta contro l’Aids, anche se solo un esperimento su quattro è andato a buon fine. La ricerca è consistita nel testare oltre 231 embrioni non vitali, ovvero che non avrebbero più avuto le capacità di costituirsi  in esseri umani, ricavati dai trattamenti per fecondazione in vitro, insomma embrioni che non sarebbero mai stati utilizzati per essere impiantati nell’utero di una donna. Gli scienziati hanno introdotto all’interno degli embrioni una modifica finalizzata a renderli immuni dal virus dell’Hiv, semplicemente tentando di alterare la proteina CCR5 che avrebbe impedito il Virus dell’aids di entrare nelle cellule T, infettando il sistema immunitario, inficiandolo. L’esperimento è riuscito solo per quattro embrioni su ventisei . La ricerca in ogni caso si è rivelata alquanto utile, in quanto potrebbe consentire agli scienziati di individuare le parti non buone da eliminare dal DNA per sostituirle con altre, ai fini di combattere determinate malattie o addirittura prevenirle. In ogni caso dopo l’esperimento, tutti gli embrioni adoperati sono stati distrutti negli stessi laboratori dopo qualche giorno. La tecnica di modifica degli embrioni umani , desta molte preoccupazioni. Ovviamente non si possono escludere quelli che potrebbero essere gli effetti collaterali di un esperimento di tale portata. “I risultati sono confortanti sia che inquietanti,” afferma Peter Donovan chimico biologico presso la University of California. “La buona notizia è che la tecnica ha funzionato per questo gruppo nello stesso modo in cui l’ha fatto per il primo gruppo. Ciò indica la riproducibilità della scienza … Tuttavia, questo gruppo di ricercatori ha riprodotto anche un’altra scoperta descritta dal primo gruppo, vale a dire che questo tipo di modifiche genetiche provoca anche effetti fuori obiettivo“.