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Elezioni: crollano i partiti tradizionali, inizia la terza Repubblica con Di Maio e Salvini.

Politica – Le elezioni del 4 marzo 2018 hanno prima di tutto sancito la vittoria dei Luigi Di Maio e di Matteo Salvini, sono proprio i numeri impressionanti del Movimento Cinque Stelle e della Lega che cambiano tutta la geografia politica del nostro paese.

Dopo 25 anni di seconda repubblica, possiamo tranquillamente affermare che grazie al successo soprattutto di Luigi Di Maio si passa alla cosiddetta terza repubblica degli italiani come lo stesso leader pentastellato ha ampiamente affermato nel suo primo discorso dopo i risultati del voto.

È per davvero iniziata una nuova fase, dove per colpa degli errori dei partiti tradizionali, le ideologie non hanno più ragion d’essere, e dove il voto non è più espressione di un appartenenza ad un gruppo sociale ma è semplicemente il frutto di una opinione personale, legata ad uno stato d’animo momentaneo è mutevole, anche se il voto dato ai cinque stelle ha una pluralità di ragioni e di motivazioni non tanto ideali e sociali ma di raccolta delle diverse e nuove istanze sociali che emergono nel paese che è stato di Moro, Berlinguer, di Nenni, di Pertini.

Ecco perché chi ha vinto con merito, ora ha l’obbligo di formare un nuovo governo, ma anche l’obbligo di non dimenticare mai chi ha costruito le condizioni della democrazia e della libertà nel paese. Ora I cinque stelle più della Lega hanno interpretato la voglia di cambiamento e di svolta democratica, tanti cittadini hanno dato fiducia al Movimento perché tanto è la sofferenza nel paese per le politiche sbagliate, sul piano economico degli ultimi 20 anni, gli errori dei partiti tradizionali, e del Partito Democratico hanno determinato la valanga dei consensi al movimento di Grillo.

Gli orrori di Renzi non si contano e hanno portato la sinistra alla scomparsa, e hanno determinato l’avanzata della Lega anche nel sud del paese, dove il centrosinistra esce sconfitto praticamente dappertutto e a stento regge nelle cosiddette regioni rosse, la stesse palesi contraddizioni di Berlusconi sulla legge Fornero sul rapporto con le istituzioni Europee hanno giovato e non di poco alla crescita della Lega, riducendo Forza Italia ha una percentuale quasi irrisoria rispetto ai risultati del passato.

Peccato perché il paese avrebbe bisogno di una destra moderata e di un centrosinistra di ispirazioni ullivista e democratica, e nella attesa che questo avvenga ora largo a chi ha vinto con merito sfruttanti appieno gli errori degli avversari. Ora l’Italia non è più né democristiana, ne berlusconiana, si apre la stagione dei cinque stelle e in parte della Lega a trazione salviniana e nordista nonostante i tanti voti presi nelle regioni meridionale, dunque buon lavoro ai vincitori, nella speranza che anche gli sconfitti possano meditare sui tanti errori commessi in questi lunghi 25 anni.

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