Direzione nazionale Pd, partito sempre più diviso e lacerato.

Roma – la direzione nazionale del Partito Democratico tenutasi due giorni fa, ha confermato le divisioni e le profonde lacerazioni all’interno del partito. Gli interventi di lunedi hanno cristallizzato la divergenza di opinioni tra le varie anime democratiche, a partire da due temi fondamentali come la riforma costituzionale e la legge elettorale. In merito alla prima questione, l’onorevole Roberto Speranza esponente della sinistra Pd  ha chiesto di mettere ai voti una suo mozione concernente  il riconoscimento “del diritto di cittadinanza nel partito” anche a chi decidesse in piena autonomia e libertà di appoggiare le ragioni del No al quesito referendario. La scorsa settimana lo stesso Massimo D’alema si era già espresso a favore del No invitando molti iscritti ha seguirlo in questo percorso. Ma la  mozione di Speranza, che ha ricevuto solo otto voti in direzione, è stata decisamente respinta e bocciata dai Renziani del partito, voto che amplia la divisione tra i democratici.

Altra questione su cui ci sono registrate divisioni è stato l’argomento della legge elettorale, sulla quale il ministro Dario Franceschini leader della corrente Area Dem, ha mostrato piu’ di un dubbio sul premio di maggioranza previsto a favore del primo partito, esortando il partito a ridiscutere su questo punto per estendere il premio dal primo partito alla coalizione, cercando di far recuperare una logica bipolare al quadro politico. Ma anche questa richiesta sembra essere stata bocciata sul nascere, infatti nel suo intervento il Presidente del partito Matteo Orfini e leader dei Giovani Turchi ha spiegato come la legge elettorale serve ad evitare le frammentazioni del passato e ha garantire governabilità e stabilità al paese, secondi Orfini sarebbe un grave errore tornare alla vecchia logica della coalizioni eterogenee. Infine molte polemiche ha generato l’intervento del Governatore della Campania Vincenzo De Luca, in merito al suo intervento, visto che lo stesso ha definito il nuovo Sindaco di Roma Virginia Raggi “bambolina imbambolata”, definizione che non è piaciuta alla Ministra Maria Elena Boschi.