Home Attualità Dalla Caritas il grido di allarme: raddoppiato numero dei poveri

    Dalla Caritas il grido di allarme: raddoppiato numero dei poveri

    raddoppiato numero dei poveri

    Da una rilevazione svolta presso le Caritas diocesane nazionali, svolta nel periodo dal 9 al 24 di aprile, emerge che a causa del Coronavirus e’ raddoppiato il numero dei nuovi poveri e dei loro bisogni. L’indagine e’ stata promossa dalla Cei (Conferenza Episcopale Italiana) che ha coinvolto 101 sedi della Caritas, quasi la meta’ di quelle esistenti (218 in Italia) che si sono attivate ad accogliere i bisognosi fornendo loro pasti, vestiario ma anche soldi per pagare bollette ed affitti, nonche’ sostegno per trovare lavoro.
    Non meno importante la richiesta di ascolto, di compagnia e di sostegno psicologico avanzate da una platea piu’ ampia di bisognosi trovatisi in difficolta’ con la nuova situazione emergenziale. Gli operatori della Caritas hanno risposto alla grande alla richiesta di aiuti, ed un altro dato che ha piacevolmente sopreso e’che gli ultrasessantacinquenni, tenuti precauzionalmente a riposo, sono stati sostituiti da molti giovani di eta’ inferiore ai 34 anni. Bisogna riconoscere che alla Caritas si e’ aggiunto il sostegno di numerose comunita’parrocchiali, gruppi di volontariato ed enti del terzo settore, oltre ai singoli. La Cei dal canto suo ha messo a disposizione un contributo di dieci milioni di euro dai fondi dell’otto per mille che i cittadini destinano alla Chiesa Cattolica e la campagna raccolta fondi promossa dalla Caritas (“Emergenza Coronavirus: la concretezza della carita’”) ha fruttato finora 1,9 milioni di euro da parte di 3.760 offerenti.Le attivita’ della Caritas hanno inoltre ricevuto 22.700 contatti registrati negli ospedali e nelle RSA, distribuendo pasti da asporto e a domicilio per piu’ di 56.500 persone, fornito dispositivi di protezione individuale o igienizzanti a circa 290.000 persone. All’opera della Caritas si aggiunge quella di una miriade di Diocesi in tutta Italia che hanno accolto nelle loro strutture edilizie medici, infermieri, persone in quarantena e senza fissa dimora.

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