Home Economia & Lavoro Dal Rapporto Censis 2019, italiani incerti e ansiosi per il futuro

Dal Rapporto Censis 2019, italiani incerti e ansiosi per il futuro

Dal Rapporto Censis emergono paurosi equivoci e contraddizioni

Dall’ultimo rapporto Censis (53simo sulla societa’ italiana nel 2019) risulta che gli Italiani siano un popolo senza certezze, sfiduciati verso la politica e desiderosi che l’Uomo forte prenda le redini del Paese. Emerge inoltre che gli Italiani non investono piu’ in titoli di Stato (61%) a causa dei rendimenti ridotti al minimo e non si fidano piu’ del prossimo (75%); ma la maggioranza di essi (62%) hanno fiducia nell’Europa unita a cui vogliono restare aggrappati.

Risulta inoltre che il lavoro sia il problema primario degli Italiani, anche se dal 2007 al 2018 si contano 321mila occupati in piu’, pur se oggi un lavoratore su cinque ha un lavoro a tempo parziale, quasi mai per sua scelta. Lo stress vitale e’ aumentato ed il consumo di ansiolitici e sedativi e’ aumentato del 23,3% egli utilizzatori sono oramai 4,4 milioni. Ma e’anche vero che l’italiano medio ha cinque ore di tempo libero al giorno e non si fa mancare il vivere di qualita’, in termini di attivita’ sportiva (praticata da20 milioni di persone) o attivita’ ricreative o culturali per le quali vengono spesi 72,5 miliardi; ed e’ positivo il trend secondo cui il volontariato e’ cresciuto del 19,7% negli ultimi dieci anni.

Altra nota positiva giunge dal rinnovato interesse verso l’ecologia ed i problemi ambientali. Ma se i pessimisti e gli ottimisti si spartiscono quasi equamente le posizioni (17% per i primi e 14% per i secondi) la maggioranza e’ degli incerti che ammonta ad un rilevante 69%. Ed a questa fascia appartiene quel 48% di persone che aspirano all’uomo forte che, al di sopra di elezioni e Parlamento, possa risolvere tutti i problemi. Questo e’ un dato pericoloso che proviene soprattutto dalle classi meno abbienti ed anche di non elevato livello culturale. Non dimentichiamo che in Italia vi sono 13 milioni di analfabeti funzionali, di persone che comprendono a fondo il significato di un’formazione, di un discorso politico, ecc. Ma e’ un atteggiamento contraddittorio perche’ molti di essi negando di voler tornare ai regimi autoritari (fascismo, comunismo, ecc.), di fatto vanno in quella direzione. Del resto tale tendenza e’ in contrasto poi con il desiderio di continuare a far parte dell’Unione Europea e di condividere l’Euro, fattori che dal sondaggio gradiscono il 62% degli intervistati. Il facile entusiasmo verso i proclami dei populisti generano l’illusione che i problemi possano essere risolti subito e con poche mosse.

I dati emersi che destano preoccupazione sono due: il numero di coloro che inneggiano all’uomo forte (48%) e lo scarso peso che gli stessi dedicano a questo argomento. Tale percentuale e’ molto alta e sorprendente in un Paese che comunque gode di un welfare che altre nazioni europee ed extra non hanno: ad esempio negli Stati Uniti la sanita’ e’ privata ed affidata a imprese assicuratrici da sempre; la liberta’ di opinione e di intrapresa in confronto con la vicina Ungheria o con la “discussa” Turchia, nel nostro Paese sono altissime. Gli Italiani manifestano in piazza senza per questo subire cariche con idranti ed usano i social network per esprimere ogni genere di opinione,senza essere perseguiti dalla giustizia che da noi non e’ succube dei detentori del potere. Se il 38% delle famiglie italiane possiede un animale domestico (altro dato emerso dal Rapporto) vuol dire che puo’ permetterselo in termini economici (affrontare le spese veterinarie comunque rappresenta un costo) e di normativa, perche’ nessuna legge italiana restringe tale liberta’, anche se implica tolleranza da parte di condomini non possessori.

Questi esempi, ma se ne potrebbero indicare centinaia, dimostrano che l’Italia e’ da almeno settant’anni il Paese piu’ tollerante al mondo e che nello stesso tempo ha un’attenzione al sociale altissima. Certo l’eccesso di liberta’ spesso e’ sfociata nel libertinaggio e questo da fastidio a tante persone corrette e disciplinate. Ma desiderare (e torniamo a quel 48%) di risolvere tutto mettendo a repentaglio la democrazia e’ da ignoranti oltre che ottusi. E’ come se avendo la mia casa problemi di scarsa manutenzione, pur di non affrontare una noiosa ristrutturazione, pensassi di risolvere dandole fuoco! Si possono condividere tutte le proteste e ogni sfogo, ma non gli atteggiamenti autolesionisti che possono portare a privarsi delle uniche conquiste di cui l’uomo moderno puo’ andare fiero e per cui conviene lottare sempre, cioe’ liberta’ e democrazia.E mai piu’ opportuna arriva l’ammonizione di Liliana Segre che, a proposito dell’Uomo Forte auspicato dagli Italiani, ha osservato che ”puo’ essere desiderato solo da chi non l’ha mai conosciuto”…