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    Coronavirus, sbarchi migranti a rischio in Italia. Firmato il decreto Porti non sicuri

    Solo le navi battenti bandiera italiana potranno sbarcare

    Sbarchi di immigrati sulle coste italiane

    Le navi con migranti a bordo non potranno sbarcare in Italia fino al 31 luglio. Questo è quanto stabilito da un decreto firmato da quattro ministri: De Micheli (Trasporti) di concerto con Di Maio (Esteri); Lamorgese (Interno) e Speranza (Salute). Il provvedimento dichiara che i porti italiani non possono assicurare i requisiti minimi per definirli “luogo sicuro”, in base alla convenzione di Amburgo (Place of Safety) che ne disciplina le funzioni organizzative.

    Di conseguenza le imbarcazioni con bandiera straniera non potranno svolgere operazioni di soccorso al di fuori della zona SAR italiana, se non coordinate dalle autorità italiane fino al 29 luglio – ultimo giorno del periodo di emergenza sanitaria, fissato in 180 giorni dal decreto approvato in Consiglio dei ministri lo scorso 31 gennaio.

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    Le reazioni dalla politica.
    Una decisione di tale portata non poteva non suscitare visioni contrastanti da parte del mondo politico nostrano. Erasmo Palazzotto, componente della commissione Esteri di Montecitorio e deputato di Liberi e Uguali, invita il governo a revocare il decreto con l’istituzione di un protocollo sanitario, per chiunque arrivi nei porti italiani, che preveda obbligo di quarantena obbligatorio da trascorrere presso sulla terra ferma o a bordo di assetti navali idonei. Al contrario, la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni invita la Germania a prendersi i propri migranti in cambio dei fondi versati dall’Italia nel Mes.

    La situazione a Lampedusa.
    Frattanto che la politica discute sulla misura, la situazione a Lampedusa è molto critica. Sono 124 gli extracomunitari sbarcati nella notte in maniera autonoma, aggiungendosi ai 34 già sbarcati lunedì e  messi in quarantena preventiva nei presidi ospedalieri. Il totale dei migranti sbarcati sull’isola dallo scorso lunedì sono ora 158, un numero che va oltremodo ad aggravare una già pesante situazione  dei centri di accoglienza, con una capienza fortemente limitata da mesi. Considerate anche le distanze sociali da rispettare, in 50 sono stati portati via stamattina mentre altri 60 sono fermi al molo Favolaro.

    Le conseguenze del provvedimento.
    La prima imbarcazione a vedersi applicata la nuova disposizione è la Alan Kurdi, appartenente alla ONG tedesca Seaeye. Per questa ragione, il Ministero dei Trasporti ha invitato ufficialmente la Germania ad accogliere i passeggeri di questa unità navale in un proprio porto, manifestando anche la collaborazione del governo italiano con l’eventuale uso di mezzi propri. Questa situazione di stallo ha portato all’aumento degli allarmi sui migranti da parte delle ONG, da sempre sensibili sul tema.

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    Carlotta Sami, portavoce dell’UNHCR per i rifugiati per il sud Europa, ha invitato il governo italiano a garantire ugualmente le richieste d’asilo per i migranti che fuggono dalle guerre.
    La ONG Alarm Phone, invece, riferisce di aver ricevuto avviso sulla presenza di due imbarcazioni in pericolo, una con 85 e l’altra con 75 passeggeri, al largo della Libia, con le quali il contatto è stato perso nella notte. L’organizzazione ha ribadito anche che le autorità sono state avvertite, senza che queste abbiano preso alcuna decisione in merito nel frattempo.