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Con la Manovra del Governo, da poco approvata, non c’è speranza alcuna di nuovi fondi per la Sanità

Asl, Ospedali e azienda Sanitaria come il Moscati di Avellino, e molte altre strutture sanitarie della Regione Campania, nel prossimo triennio devono fare i conti solo con quello che hanno ora a disposizione, utilizzando al meglio le articolazioni organizzative dell’assistenza territoriale

E’ recente la notizia che il Governo gialloverde ha nominato Commissario dell’istituto Superiore di Sanità il prof. Silvio Brusaferro, ordinario di Igiene e Medicina Preventiva dell’Università degli Studi di Udine. Una scelta ritenuta inaspettata, in quanto la nomina segue immediatamente le dimissioni del presidente Walter Ricciardi che ha lasciato l’incarico solo dal primo gennaio, il quale, in una intervista, aveva tra l’altro dichiarato che ci sarebbe stata un’ordinaria amministrazione, gestita dal direttore Generale dell’Istituto, che avrebbe potuto attivare la procedura per un nuovo presidente, che prevede la proposta del Ministro della Salute al Presidente del Consiglio, sentite le commissioni parlamentari, di una personalità di alto livello scientifico.

E c’è già chi afferma che per il prof Brusaferro, 58 anni, già membro egli stesso del Consiglio Superiore di Sanità, l’incarico di commissario- traghettatore andrà oltre l’arco temporale stretto di quattro mesi, e si evolverà, come era avvenuto per il suo predecessore prof. Ricciardi, nella nomina alla presidenza dell’Istituto.

Orbene queste le prime dichiarazioni del Prof. Brusaferro: “Ringrazio il ministro Grillo, questo incarico è un onore e una grande responsabilità. Sono chiamato a traghettare questo Istituto verso una nuova governance che sarà definita nei prossimi mesi e con questo spirito di servizio intendo caratterizzare la mia azione di commissario.” ” Raccolgo le redini di un Istituto che sotto la guida del presidente professor Ricciardi, che ringrazio per quanto fatto, ha visto un rinnovato protagonismo su scala nazionale e internazionale”.. Considero mio dovere – ha detto inoltre Brusaferro – mettere a disposizione la mia esperienza e i miei rapporti nazionali e internazionali per dare continuità alle progettualità avviate “.

Affermazioni queste che possono definirsi da “Presidente in pectore dell’Iss” e non di un commissario chiamato a svolgere un impegno di prestigio, ma a termine. Da osservatori su quanto avviene negli ultimi tempi nel mondo della sanità riteniamo poter affermare che il Governo sta accelerando anche su questo versante lo “spoils system”, attraverso i commissariamenti della gestione della Sanità con il chiaro intento di ridimensionare il potere delle Regioni, cui spetta la competenza della gestione delle strutture sanitarie: aziende ospedaliere e Asl. Introdotto anche nel mondo della sanità, lo “spoils system”, avviato un po’ dovunque, appare destinato a continuare con nomine di Commissari alla Sanità in varie regioni, malgrado i ricorsi al TAR.

Una domanda, a questo punto, ci appare ovvia: ma qual’ è la situazione attuale del nostro Servizio Sanitario Nazionale? Noi che abbiamo seguito con molta attenzione le vicende del mondo della sanità in questi ultimi tempi e le promesse fatte dal Governo in carica, per questo settore, e non mantenute nella fase di approvazione della manovra finanziaria, riteniamo di poter condividere pienamente le valutazioni espresse sull’argomento dal Prof. Walter Ricciardi , presidente dimissionario dell’Iss, nel corso di un’intervista rilasciata al Quotiadiano Sanità: “Devo dire che lascio il mio incarico in un momento in cui il Ssn vive una crisi profonda.

Dal punto di vista della qualità dell’assistenza, dell’equità, dell’efficacia e dell’efficienza (il nostro) è un servizio sanitario estremamente differenziato dove a realtà di eccellenza si contrappongono situazioni da terzo mondo. La situazione è così grave a mio avviso che può essere affrontata solo con un confronto strutturato e serrato tra tutti gli stakeholder (Stato-Regioni-professionisti-manager-cittadini).

Penso che sia il momento di convocare gli Stati generali della sanità per ragionare su soluzioni legislative e organizzative tali da garantire la sostenibilità presente e futura del Ssn. Altrimenti i prossimi anni offriranno un quadro estremamente complesso, caotico e molto problematico per gli operatori che lavorano nelle strutture pubbliche. Le più esposte alla crisi per la mancanza di risorse con tutti i rischi di un loro inarrestabile e progressivo deterioramento”.

Un giudizio sintetico, ma completo e sufficiente, quello del prof. Ricciardi, che dovrebbe essere tenuto presente costantemente da parte di tutti i responsabili della Sanità delle Regioni, soprattutto quelle che occupano gli ultimi posti nella graduatoria dell’efficienza, tra le quali la Campania e la Calabria. Soprattutto ora che l’approvazione definitiva della Manovra 2019 non lascia margini di speranza su finanziamenti ulteriori che possano far superare il gap di fabbisogni più immediati dei servizi più a rischio.

Sul fronte sanità, la “manovra approvata” in questi giorni, oltre allo stanziamento di fondi, per ridurre le liste d’attesa (con la previsione di istituire il Centro Unico di Prenotazione (CUP) digitale nazionale) prevede solo qualche altra misura organizzativa di rilievo, come l’abolizione del numero chiuso nelle Facoltà di Medicina, per permettere a tutti di poter accedere agli studi. Allo stato si può dire che la Sanità, per tutte le altre problematiche poste sul tappeto, è stata del tutto dimenticata nella Manovra del Governo testé approvata e che non c’è speranza alcuna di nuovi fondi per la Sanità irpina. Asl, Ospedali e azienda Sanitaria Ospedaliera, come il Moscati, nel prossimo triennio devono fare i conti solo con quello che hanno ora a disposizione, utilizzando al meglio le articolazioni organizzative dell’assistenza territoriale, e, in particolare, le ASL le strutture dei Distretti per meglio affrontare l’attuazione del piano ospedaliero regionale.

A cura di Antonio Battista

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