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Comune di Avellino, il bilancio passa con soli 11 voti: ma Foti è salvo

Alla fine il bilancio consuntivo 2015 e’ stato approvato con una maggioranza risicata: nel dettaglio 11 voti favorevoli, 9 contrari e 2 astenuti. Questa votazione consentirà alla Giunta Foti di andare avanti, rinviando il rimpasto a settembre ed evitando  commissariamento e fine anticipata della legislatura. Hanno garantito l’approvazione del bilancio in seconda convocazione i fedelissimi Lorenzo Tornatore, Ida Grella, Silvia Amodeo, Franco Russo, Adriana Percopo, Giacobbe Geppino, Marco Cucciniello oltre al Presidente del Consiglio comunale Livio Petitto rientrato appositamente dalle vacanze fuori sede e Laura Nargi, Presidente della Commissione Cultura.

L’assenza dei dissidenti Festa e Cucciniello e’stata pure determinante a siffatta votazione, essi hanno preferito affiggere nella citta’ manifesti di dissenso all’amministrazione, ma nello stesso tempo cosi’ facendo hanno demandato ai presenti il responso del verdetto finale. Comportamento censurato sia dal consigliere Giordano di Sel che dal Cinquestelle Carlo Sibilia, che hanno accusato gli assenti di predicare bene e razzolare male, preferendo badare alla conservazione delle poltrone e non certo al destino ed al bene della citta’.

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Cosi’ il bilancio e’passato, Foti ha capito di poter contare su una maggioranza risicata, ma si e’ detto convinto di andare avanti, suscitando un nugolo di critiche. Non puo’ contare sui “riformisti” facenti capo a D’Amelio che aveva avnzato delle pregiudiziali, per ora non soddisfatte, quali l’azzeramento della Giunta e della Presidenza del Consiglio. E men che meno sui “dissidenti”capeggiati da Gianluca Festa ed i suoi seguaci della lista Davvero. Sempre distanti i consiglieri di Irpinia di Base, Carmine Montanile ed Enza Ambrosone; atteggiamento ondivago per Mafalda Galluccio , Barbara Matetich e Nicola Poppa.

Le risultanze degli ultimi consigli comunali fanno intravedere, dopo la pausa estiva, un clima molto nebuloso. Proprio nel momento della bocciatura del teatro Gesualdo, escluso dal cartellone di eventi che contano (il san Carlo non ha avallato la rappresentazione dell’Aida), altro capitolo buio che non fa certo onore anche all’ amministrazione.

Certo il PD cittadino non trova il bandolo della matassa e cio’ e’ all’origine di tutti i malintesi dell’attuale consiliatura, ma la cittadinanza deve anche fare un sereno esame del comportamento delle minoranze, tutt’altro che costruttivo. L’atteggiamento dei riformisti, che non votano il bilancio per una mera distribuzione delle cariche, oppure dei dissidenti, che privilegiano i dispetti all’attuale sindaco, devono far riflettere la cittadinanza. Certi comportamenti ci sembra non abbiano un briciolo di lealta’ e non antepongono certo i problemi della citta’ (tanti, troppi!) agli egoismi personalistici.

Dario Alvino