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Colesterolo cattivo, soglia diminuita a 100 : alimentazione e sport per non rischiare

Per mantenere in salute il cuore, è fondamentale tenere basso il colesterolo «cattivo»

Quando si tratta di salute bisogna essere sempre molto prudenti. Purtroppo uno dei punti deboli dell’essere umano è proprio la sua estrema sicurezza nei confronti della vita. Una consapevolezza che troppo spesso lo porta a commettere errori grossolani, ma quando si tratta di salute, gli errori, anche quelli che possono sembrare banali alla lunga ti consegnano un conto salatissimo. Con il colesterolo ad esempio non si può e non si deve scherzare, basta veramente la vostra superficialità inconscia e la noncuranza per incorrere in seri problemi cardiaci.

La presenza del colesterolo, ovvero del grasso nel sangue è fondamentale per il corretto funzionamento del nostro organismo, tuttavia non deve mai superare determinati limiti altrimenti può essere decisamente pericoloso. Le malattie cardiovascolari sono dietro l’angolo e l’aumento del colesterolo pregiudica conseguenzialmente anche il rischio dell’insorgere di malattie più o meno gravi.

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Non sempre è necessario assumere farmaci per ridurre il grasso nel sangue, la prima medicina dovrebbe essere il proprio stile di vita, seguire una giusta alimentazione, una dieta equilibrata. Essenzialmente è molto facile ridurre il colesterolo nel sangue, bisogna prima di tutto essere spinti dalla propria forza di volontà ed imparare a mettere da parte soprattutto alcune abitudini alimentari.

Il colesterolo è una molecola della classe degli steroli che riveste un ruolo particolarmente importante nella fisiologia dell’uomo. La sua presenza era già stata riscontrata nei calcoli della cistifellea nel 1784, ma solo nel 1975 il premio Nobel John Cornforth ne ha chiarito la stereochimica e stabilito la configurazione degli stereocentri. Per colesterolemia si intende la concentrazione della sostanza nel sangue, che può essere normale oppure dar vita a ipocolesterolemia e ipercolesterolemia, condizioni potenzialmente pericolose per la salute

Cambiati i parametri del colesterolo cattivo, ora sceso a 100mg

Dopo anni di ricerche sembra ormai palese anche per gli esperti, il colesterolo cattivo LDL rappresenta il più importante fattore di rischio cardiovascolare e lo ribadiscono nelle linee-guida per il trattamento delle dislipidemie (le alterazioni dei grassi nel sangue) appena presentate al congresso della European Society of Cardiology tenutosi a Roma. «Le nuove linee-guida sottolineano la necessità, per i pazienti ad alto rischio cardiovascolare, di raggiungere un livello di Ldl di 100 milligrammi per decilitro (prima era 190), livello che si deve abbassare fino a 70 se il rischio è molto alto, come, per esempio, in pazienti che sono già andati incontro a un attacco di cuore».

ALIMENTAZIONE

Per contrastare il colesterolo cattivo (oltre ai farmaci) uno dei principali rimedi naturali è seguire una giusta alimentazione. Preferire una dieta equilibrata, ricca di fibre e proteine potrebbe essere la chiave del successo per stare bene. Bisogna dunque necessariamente ridurre i grassi, soprattutto quelli presenti nei salumi e nei derivati del latte. Bisogna inoltre ridurrei carboidrati molti dei quali hanno un elevato indice glicemico. Preferire invece molta frutta e verdura, un pasto di legumi ogni due giorni ad esempio aiuta notevolmente a ridurre il colesterolo, o quantomeno a tenerlo basso.

Attività fisica

Il connubio perfetto per ridurre o comunque tenere nei valori normali il colesterolo è alimentazione-attività fisica. A prescindere da tutto, fare sport è di fondamentale importanza per l’organismo ed il nostro cervello. Una passeggiata al giorno può davvero fare la differenza. Chiaramente ogni età corrisponde ad un diverso grado di forza e preparazione, ai più giovani è consigliabile una passeggiata senza forzare troppo di 30 minuti al giorno, fino a che il grasso nel sangue non torni nei valori normali. Per le persone più anziane già il preferire piccole passeggiate a rimanere seduti davanti ad un bar magari a giocare a carte potrebbe fare la differenze tra lo stare bene e rischiare patologie cardiovascolari.