Home Scienza e Tech Clonazione animali, apre in Cina la fabbrica più grande al mondo

Clonazione animali, apre in Cina la fabbrica più grande al mondo

Animali made in China: il nuovo progetto di clonazione della Boyalife

Animali Made in China: dal 2016 una fabbrica li clonerà

Ancora una volta gli animali finiscono nel mirino degli uomini per forti interessi economici.

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La Cina è difatti pronta a costruire il più grande impianto per la clonazione animale del mondo. Per fini commerciali si cerchera di aumentare e anche in modo abbastanza rapido la qualità del bestiame, dai cani ai cavalli fino alle mucche.

Il progetto, che prevede la costruzione di un centro di clonazione, la realizzazione di un laboratorio, una banca del gene e un centro espositivo per la scienza e l’educazione in grado di attirare investimenti per un valore di 200 milioni di yuan, sarà sviluppato all’interno dell’area per lo sviluppo economico e tecnologico di Tianjin (Teda) nel nord-est del paese.

In realtà l’edificio sarebbe già in costruzione e dovrebbe essere completato entro il prossimo giugno . Tra gli animali che saranno clonati prevalentemente bovini, cavalli da corsa. Tutti saranno utilizzati per servizi commerciali e il miglioramento delle razze. Il progetto potrebbe migliorare rapidamente la qualità del bestiame e portare la scienza della clonazione un passo avanti verso l’accettazione da parte di una fetta più grande della società.Il presidente di Boyalife Xu Xiaochun avrebbe affermato che il centro inizierà a produrre 100.000 embrioni bovini in un anno, per poi espandere la produzione annua ad un milione di embrioni.A partire dal 2000, gli scienziati hanno iniziato a clonare ovini, bovini e suini. La prima azienda cinese di clonazione commerciale è stata istituita nel settembre 2014 nella provincia di Shandong, con la nascita di tre cuccioli di mastino tibetano purosangue. Tra gli animali che più probabilmente saranno oggetto di studio anche i cani da fiuto per le forze dell’ordine e i cavalli da corsa. Il presidente di Boyalife avrebbe affermato che con la sua azienda si potrebbero risolvere pure problemi dell’estinzione di molte specie animali, ad esempio il panda gigante, la cui riproduzione è già nei programmi di Boyalife . L’obiettivo principale del progetto è quello di produrre vitelli di massa di gran classe per soddisfare la sempre più crescente domanda per carni bovine di qualità in Cina. Realtà o fantascienza? Solo il tempo ce lo potrà dire.

Clonazione

Il termine deriva dal greco antico κλών (klōn, “ramo”, “ramoscello”), e per clonazione, in biologia, si intende la riproduzione asessuata, naturale o artificiale, di un intero organismo vivente o anche di una singola cellula;

In natura avviene per alcuni organismi unicellulari, per alcuni invertebrati (platelminti, anellidi, ecc.) e per alcune piante.


In agricoltura il termine viene utilizzato per indicare una tecnica che l’uomo utilizza da tempo per riprodurre piante con talee, margotte e innesti.

In ingegneria genetica molecolare o in biotecnologia la parola indica talvolta la riproduzione di tratti di catena di DNA. Nel processo vengono impiegati Vettori di clonazione.

Nella moderna genetica, e nelle scienze biologiche applicate in genere, la clonazione è la tecnica di produzione di copie geneticamente identiche di organismi viventi tramite manipolazione genetica. In questa ultima accezione il termine è divenuto di uso comune a partire dagli anni novanta, quando prima Neal First (1994), quindi Ian Wilmut (il padre della famosa pecora Dolly – 1996) provarono a clonare, con successo, una pecora.

Clonare in laboratorio un organismo, in questo caso, significa creare ex novo un essere vivente che possiede le stesse informazioni genetiche dell’organismo di partenza. Quindi le moderne tecniche di clonazione prevedono il prelevamento e trasferimento del nucleo di un somatocita (cioè di una cellula somatica) dell’organismo da clonare in una nuova cellula uovo della stessa specie dell’organismo da replicare. Poiché il nucleo contiene quasi tutte le informazioni genetiche necessarie per realizzare una forma di vita, l’uovoricevente si svilupperà in un organismo geneticamente identico al donatore del nucleo.

DOLLY NEL 1996

Nasce Dolly, il primo animale clonato a partire da cellule somatiche adulte e quindi completamente differenziate. L’esperimento fu effettuato dal gruppo di ricerca di Ian Wilmut e pubblicato su Nature. Vennero prelevate cellule dalla ghiandola mammaria di una pecora adulta di razza Finn Dorset, furono disgregate e mantenute in un terreno di coltura privo di alcuni nutrienti per rallentarne la divisione cellulare e bloccarle in una fase del ciclo chiamata G0 (stadio di quiescenza). È infatti importante per la riuscita del trasferimento che l’ovocita e il nucleo donatore siano in sincronia. Le cellule furono poi incubate in un terreno contenente il virus Sendai il quale si lega alla membrana plasmatica delle cellule somatiche e serve successivamente a facilitarne la fusione con l’ovocita. Furono trasferite 277 cellule somatiche in altrettanti ovociti prelevati da pecore di razza black-faced. Di questi, 29 si svilupparono fino allo stadio di morula/blastocisti e vennero trasferiti nell’utero di 13 femmine surrogate. Di queste 29 blastocisti solo una completò lo sviluppo fino alla nascita, la famosa Dolly. Dolly aveva tutte le caratteristiche della pecora Finn Dorset