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Cina, innovativa tecnica “taglia e cuci” del Dna per curare il tumore al polmone

Sperimentazione del gruppo di oncologi dell'Università del Sichuan Lu You

Se solo 15 anni fa vi avessero detto che un giorno, neppure troppo lontano, sarebbe stato possibile curare il cancro tagliando ed incollando il Dna, bhe sicuramente vi avrebbero presi per pazzi. Ma lo sappiamo bene, la scienza non ha più limiti, grazie alla continua integrazione tecnologica anno dopo anno si stanno raggiungendo dei traguardi straordinari.

Uno dei temi più delicati nel mondo della medicina riguarda la cura del cancro, nel corso degli anni sono stati fatti grandi passi avanti, ci si ammala di meno, e soprattutto si guarisce molto di più. Tumore al seno, alla prostata, oggi possono garantire una guarigione completa ed una vita normale, mentre, per i tumori terminali sono stati fatti passi avanti sia nell’aspettativa di vita che nella qualità della stessa.

Cina, primo intervento su un malato di cancro con la tecnica taglia-incolla del Dna

Ma si sa, la scienza non ha limiti, sempre più si sperimentano in campo medico diverse modalità e tecniche per curare patologie e malattie oncologiche gravi. La ricerca oncologica è oramai una branca medica sempre più studiata per dare risposte rapide alle diverse forme tumorali. Questa volta a stupire la comunità scientifica, sono stati ricercatori cinesi, che per la prima volta hanno sperimentato su un essere umano, il trasferimento di cellule geneticamente modificate con la tecnica del ‘taglia-incolla’ del Dna, la Crispr-Cas9, per trattare una forma aggressiva di tumore del polmone. Secondo i ricercatori la modalità d’impianto deriva dalla capacità delle cellule immunitarie dell’uomo che una volta prelevate e modificate, possono disattivare una proteina che funziona come un freno, in questa forma sono diventate più aggressive contro le cellule del tumore e poi trasferite nello stesso individuo.

Qualche mese fa, era stata sempre la ricerca cinese a scoprire che la tecnica del “taglia-incolla” del Dna avrebbe potuto indurre i tumori a regredire. Uno studio pubblicato sulla rivista Nature Methods aveva definito “ottimi” i test su topi da laboratorio, ma reputava ancora prematura la possibilità di applicazioni dirette sull’uomo.

Il gruppo di ricercatori del dipartimento oncologico dell’Università del Sichuan Lu You è riuscito a realizzare l’esperimento lo scorso ottobre, successivamente al prelievo delle cellule nel mese di luglio, sembra che questa modalità innovativa abbia entusiasmato il mondo scientifico, tanto che lo stesso esperimento sarà riprodotto su dieci persone, ognuna delle quali dovrebbe ricevere da due a quattro infusioni. Obiettivo di questa prima fase della sperimentazione è verificare la sicurezza della terapia con l’intervento sul Dna, ossia che non causi effetti avversi.

Nello specifico, al paziente, sono state asportate le cellule immunitare, dunque poi modificate ed infine sono state trasferite nello stesso individuo per combattere un cancro al polmone. Per questioni di privacy non non è al momento possibile conoscere le condizioni del paziente. Ma considerato che, il trattamento dovrebbe essere sottoposto ad altre 10 persone, si presume sia andato per il meglio.