Chiesto il reato di Tortura, ma al Paese serve solo Disciplina

La Corte Europea di Strasburgo ha condannato l’Italia per aver gestito male il G8 di Genova ove nell’anno 2001 furono perpetrate violenze da parte degli agenti di Polizia ai danni dei manifestanti. Costoro sono stati assolti in quanto non furono ravvisateirregolarita’nei loro comportamenti, necessari a sedare gli animi esagitati di rivoltosi (vedi no global).

Alcune vittime dei pestaggi non hanno subito passivamente la condanna facendo ricorso al Tribunale Superiore Europeo. Che si e’ pronunciato con sentenza sfavorevole in merito alla condotta della Polizia italiana.

Torna sotto accusa l’operato degli agenti, che certamente degli abusi li avranno commessi, e la direzione politica ed amministrativa del Corpo capitanata dall’allora Capo De Gennaro e dall’esecutivo di centro destra all’epoca in auge.

Attualmente il De Gennaro e’al vertice di Finmeccanica ove ricopre un incarico di prestigio oltreche’ altamente remunerativo, dopo non essersi distinto ne’ come Capo della Polizia tantomeno come Commissario Straodinario dell’emergenza rifiuti in Campania.

Prodigi della Politica! Solo in  Italia gli incarichi e le promozioni non sono rapportati ai buoni risultati ottenuti e certificati. L’attuale esecutivo renziano sta difendendo a spada tratta l’operato del De Gennaro che , dobbiamo ammettere, e’ senza dubbio un uomo fortunato! 

L’Italia e’ colpevolmente in ritardo in quanto legislativamente il reato di tortura non e’ previsto, ne’ regolamentato. La Nazione si trova inoltre di fronte all’esigenza di attivarsi, essendone colpita per prima in Europa, per regolamentare i flussi degli extracomunitari che continuano come un’emorragia a invadere le nostre coste.

E non vuole e non puo’ripetere violenze ed atti intimidatori. Nello stesso tempo il Paese ha bisogno di maggiore disciplina per non permettere che siano calpestati i diritti dei suoi cittadini, gia’ vessati e martoriati da una crisi economica che non concede tregua e da un carico fiscale insopportabile. Nei quartieri popolari di Roma e Milano si vive nel terrore di vedersi “sfilare”l’abitazione da occupazioni abusive.

Lo Stato italiano non riesce a frenare il dilagare della corruzione che si riforma e ripresenta nelle forme sempre piu’ sofisticate professionali che neanche i superpoteri dell’attivissimo Commissario Cantone riescono ad arginare. 

I toni esasperati e stravaganti della Lega nella persona del leader Salvini, che esce dalle telecamere degli studi televisivi solo per i bisogni personali, non vanno presi per oro colato, ma interpretano un’intolleranza che ormai serpeggia in vaste fasce di popolazione, da Nord a Sud.

Esagerazioni di cui non soffrono piu’ i Cinquestelle per il diradarsi delle uscite del vulcanico Beppe Grillo che ha, era ora, lasciato campo libero ai suoi giovani esponenti che stanno rapidamente maturando divenendo semprepiu’ credibili e ferrati.

Per tornare al tema principe il Paese chiede piu’ ordine e disciplina che non dovra’concretizzarsi solo con le reprimende agli agenti di Polizia, il cui ruolo, si badi bene, resta delicato e da equilibristi. Ricordiamo ancora le immagini dello scorso febbraio in Roma degli agenti impotenti al cospetto dei teppisti olandesi del Fejenord che misero a ferro e fuoco la Capitale.

Avevano ricevuto ordine di intervenire il meno possibile ed il loro Capo disse a chiare lettere che non si doveva assolutamente rischiare il  ferimento di alcuno. Il giorno dopo i teppisti olandesi erano tranquillamente sugli spalti a godersi la partita, dopo aver il giorno prima danneggiato in tutta liberta’ vetrine, insegne e monumenti in Roma centro. Azioni che al loro Paese non si permettono di compiere perche’ temono di subire le vigorose manganellate dei bobbies locali e soggiorni forzati nelle patrie galere.

E’ necessario invece nel Belpaese il pugno di ferro ed il massimo della pena per tutte le corruttele che si scoprono ormai quotidianamente che sono frutto di un  radicato sistema camorristico  a vari livelli.