Home Salute Campania, obbligo di segnalazione all’ASL e tampone per chi rientra dall’estero

Campania, obbligo di segnalazione all’ASL e tampone per chi rientra dall’estero

Ecco le decisioni drastiche prese nell’ultima ordinanza firmata da De Luca

Tamponi utilizzati per verificare la presenza di covid-19

Per chi rientra in Campania dall’estero, arriva l’obbligo di segnalarsi al Dipartimento di prevenzione della ASL competente, al fine di sottoporsi a test sierologico e/o tampone. Questa è la misura choc decisa dal Governatore della Campania Vincenzo De Luca nell’ultima ordinanza, firmata ieri sera. Tale segnalazione, obbligatoria fino al 31 agosto, deve essere effettuata entro 24 ore dal rientro nel territorio regionale. Per chi non indica il proprio nome all’ASL e viene individuato, scatta una sanzione amministrativa da 400 a 3.000 euro. Tale prescrizione è dovuta all’aumento dei positivi al virus che si sta avendo in tutta Italia attraverso i cosiddetti contagi “di ritorno” (positività contratta dopo un periodo di permanenza in un paese estero).

Il provvedimento, però, contiene anche tutte le decisioni assunte dopo il focolaio scoppiato alla celebre struttura ricettiva “La Sonrisa”. Nel famoso complesso, qualche giorno fa, un primo ospite proveniente dall’estero era stato ricoverato all’ospedale Cotugno, dopo il riscontro della sua positività. Di lì in poi, è scattato il tracciamento dei contatti all’interno dell’attività. Inizialmente è emerso che i positivi fossero soltanto 3, di cui uno ricoverato sempre al Cotugno. Tuttavia, diverse notizie erano circolate sul numero effettivo dei positivi, ma attorno alle 22 di ieri è intervenuta la sindaca del comune napoletano Ilaria Abagnale con un post sulla propria pagina Facebook. La prima cittadina ha comunicato che in realtà tali persone fossero ben 20, di cui 18 tutti appartenenti alla famiglia Polese. Gli altri 2, invece, sono dipendenti di una struttura sita nelle vicinanze, “Hotel Villa Palmentiello”.

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Per tali ragioni, il provvedimento regionale ha stabilito che «ai cittadini aventi residenza, domicilio o dimora nella via “Croce di Gragnano” nel territorio di Sant’Antonio Abate (NA) è fatto obbligo di isolamento domiciliare, con divieto di allontanamento dalle dette abitazioni fino al 14 agosto 2020. Ai cittadini indicati è consentito accedere alla propria residenza, domicilio o dimora sita nella menzionata strada, con obbligo di rimanervi in regime di isolamento domiciliare e di sottoporsi a tutti i controlli sanitari disposti dalla ASL competente.». Tale chiusura riguarda però anche tutti i punti d’accesso alle suddette strade. Ad essere colpiti da restrizioni, tuttavia, sono anche coloro che hanno partecipato, negli ultimi 14 giorni a partire da ieri, alle cerimonie organizzate presso questi locali. A tali individui è stato imposto l’obbligo della quarantena fiduciaria e alle ASL è fatto obbligo la somministrazione di test sierologici e/o tamponi per riscontrare eventuali positività. Nella tarda serata, poi, la sindaca Ilaria Abagnale ha disposto, con ordinanza sindacale, le seguenti chiusure e sospensioni fino al 25 agosto:

– La chiusura del Civico Cimitero.
– La chiusura del Centro di Raccolta Rifiuti sito in via Lenze.
– La sospensione delle attività dei Centri Estivi.
– La chiusura del “Parco Padre C. Coppola” e del “Parco Naturale”.
– La chiusura delle chiese e dei luoghi di culto.
– La sospensione delle attività relative ad associazioni e centri di aggregazione.
– La chiusura delle palestre e dei centri sportivi.
– È interdetto l’accesso al pubblico agli uffici comunali. Tutte le istanze dovranno essere presentate ad esclusivo mezzo pec, inviate all’indirizzo del protocollo comunale.
– La chiusura della Biblioteca Comunale.
– La sospensione del mercato settimanale.

La situazione nel comune di Sant’Antonio Abate desta dunque sempre più preoccupazione, alla luce dell’odierno bollettino regionale, dove su 29 casi nell’intera Regione ben 25 sono presso la località napoletana.

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