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Calvizia, scoperto il meccanismo che regola il ciclo vitale e la crescita dei capelli

Calvizia, scoperto il meccanismo che regola il ciclo vitale e la crescita dei capelli

La calviza colpisce il 30% degli uomini e circa il 5% delle donne. Si tratta di un problema piuttosto importante e troppo spesso sottovalutato. Perdere i capelli, soprattutto in età giovanile o magari a seguito di una chemioterapia, può causare dei pesanti sbalzi emotivi, come ad esempio essere travolti da forme depressive più o meno gravi

Le paure, l’ansia del non riconoscersi più allo specchio, il timore di non piacersi. Il terrore della risatina sottile, della battuta “simpatica”, del giudizio altrui,  possono seriamente compromettere lo stato sociale ed emotivo di un giovane.

Negli ultimi anni sono tuttavia arrivate delle innovazioni importanti per contrastare la calvizia. Il più comune resta il trattamento anti-calvizia offerto da alcuni medicinali, come la finasteride. Sono nati inoltre prodotti per mascherare la cute (microfibre alla cheratina). Ancora, oggi è possibile tatuarsi le zone calve, simulando l’effetto rasato (micropigmentazione). Ed infine il più classico trapianto dei capelli, che garantisce ormai un risultato eccellente a costi contenuti.

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Calvizia: Scoperto il meccanismo cellulare che regola la vitalità dei capelli

Arriva dunque una notizia che fa ben sperare. Un gruppo di ricercatori Italiani ed Inglesi hanno scoperto il meccanismo che regola il ciclo vitale dei capelli. Si tratta dell’autofagia, ovvero quel particolare processo di autocannibalismo con cui le cellule del nostro corpo fanno pulizia, eliminando materiale tossico o danneggiato (processo già visto per alcune forme tumorali, ndr.)

Stimolare tale processo nelle zone del cuoio capelluto, porterebbe interessanti benefici, dal rallentamento della caduta dei capelli, al rafforzamento dei follicoli atrofizzati. Benefici di cui beneficerebbero anche i pazienti costretti all’assunzione di farmaci antitumorali o sottoposti a chemioterapia (tra le cause principali della perdita dei capelli).

Lo studio, condotto grazie al sostegno dell’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc), potrà avere importanti risvolti anche nella lotta ai tumori e all’invecchiamento.

L’autofagia, infatti, ha un effetto protettivo nei confronti di diverse malattie (cardiovascolari, neurodegenerative e oncologiche) ed è anche presente a livelli aumentati durante il regime alimentare di restrizione calorica che, nei modelli animali, ha dimostrato di allungare la vita. I capelli coltivati in laboratorio pertanto dunque diventare il primo modello umano su cui studiare l’autofagia, testando farmaci e sostanze capaci di stimolarla per la cura e la prevenzione di diverse patologie, inclusi i tumori.