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Brachioplastica quando è il caso di intervenire chirurgicamente

Come accedere all'intervento di lifting delle braccia con il SSN

Guida estetica – Diete ed esercizi fisici a volte non bastano a rimediare al rilassamento dei tessuti cutanei. La perdita di peso eccessiva a seguito di una dieta o di un intervento di chirurgia bariatrica, può provocare un rilassamento della pelle che diventa paradossalmente in “eccesso”. Un problema quello della pelle flaccida che perseguita molti ex over size, a nulla servono esercizi e alimentazione corretta quando il rilassamento del tessuto diventa un vero dilemma per il corpo: piaghe e difetti estetici peggiorano la  condizione di benessere psico fisico. Grazie al lifting delle braccia si ha la possibilità di:

Ridurre il rilassamento cutaneo in eccesso che si strugge verso il basso;

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Si Stringe e leviga il tessuto di sostegno sottostante che definisce la forma del braccio,

Si Riduce le tasche localizzate di grasso nella regione superiore del braccio.

La chirurgia estetica può aiutare tantissimo, a migliorare i tessuti del braccio, in questi casi cosa è opportuno fare?

Quando le braccia diventano eccessivamente cadenti, si potrebbe optare per un intervento di lifting la cosiddetta brachioplastica o arm lift ossia il rimodellamento chirurgico dell’arto superiore a seguito di calo ponderale o di ptosi della cute senescente. Il lifting delle braccia,  può risolvere l’inestetismo delle braccia a “tendina” prevedendo l’asportazione chirurgica della pelle in eccesso.  Un Intervento che nasconde le cicatrici, in questo caso le cicatrici non sono molto evidenti, perché nascoste sotto le braccia.

Chi può fare questo tipo di intervento e quanto può costare?

Per praticare la brachioplastica, non esiste un limite oggettivo se non quello della presenza del tessuto in eccesso, è un intervento che può essere praticato a  uomini e donne che in seguito ad un calo ponderale importante e prolungato nel tempo (almeno 6 mesi) presentano un eccesso di cute e/o tessuto adiposo a livello della braccia. Questo tipo di intervento è inoltre indicato per i pazienti con obesità localizzata e lipodistrofia delle braccia e per coloro che presentano precoci segni di invecchiamento.


L’intervento di brachioplastica se postumo alla chirurgia bariatrica può essere mutuabile quindi a carico del Servizio Sanitario Nazionale, molte volte capita spesso che, interventi di chirurgia plastica non vengono effettuati solo per una questione economica, mentre ci sarebbe un alto bisogno sanitario soprattutto dopo la chirurgia post bariatrica.

E’ un intervento invasivo?

La brachioplastica si esegue generalmente anestesia generale, eseguita da un anestesista in sala operatoria. La durata dell’intervento si assesta tra le una e le due ore.
La lunghezza dell’incisione ed il disegno della cicatrice dipendono dalla quantità e dalla localizzazione della cute da asportare. Le incisioni, infatti, possono essere generalmente posizionate al cavo ascellare (brachioplastica ascellare) o dall’ascella fino ad un tratto della lunghezza del braccio (mini-brachioplastica) oppure ancora lungo tutto il braccio (brachioplastica classica). La tecnica spesso viene suggerita dal grado di grasso da asportare o dalla ptosi con conseguente eccesso di tessuto.

Il rimodellamento plastico-ricostruttivo può svolgere un ruolo importante per la correzione progressiva delle lipodistrofie localizzate e o degli esiti del dimagrimento. In particolare gli interventi svolti in una fase precoce (asportazione di voluminosi eccessi cutaneo-adiposi (dermolipectomia addominale, crurale, pubica) consentono di ridurre l’ingombro funzionale e possono rappresentare uno stimolo alla prosecuzione del percorso riabilitativo. Gli interventi realizzati dopo cali ponderali importanti (addominoplastica, mastoplastica, mastopessi, brachioplastica, lifting crurale), consentono a loro volta di correggere alcuni gravi inestetismi conseguenti a grandi perdite di peso, anche da chirurgia bariatrica, con potenziali effetti positivi sulla qualità di vita.  Si possono utilizzare diversi tipi di anestesia secondo la tecnica scelta e la quantità di tessuto che si deve eliminare, si può utilizzare anestesia locale, la sedazione o anestesia generale.

E la fase post operatoria quanto dura?

Il paziente dopo aver trascorso una notte in clinica, verrà dimesso il giorno successivo quello dell’intervento. Dopo la sua dimissione continuerà la terapia medica prescrittagli dallo specialista. Tra i disturbi piu’ frequenti il paziente potrà provare un modesto gonfiore e dolore che potrà essere placato con i consueti analgesici.
Terminato l’intervento verrà applicata una medicazione compressiva che sarà sostituita dopo due giorni dal chirurgo con una di dimensioni ridotte e rinforzata da una guaina compressiva che il paziente dovrà indossare giorno e notte per il primo periodo successivo all’operazione. Le cicatrici che, saranno permanenti si attenueranno con il passare del tempo e tenderanno ad inserirsi tre le pieghe cutanee.
E’ necessario attendere 9-12 mesi perché le cicatrici maturino definitivamente, appiattendosi e divenendo più bianche. Per tale periodo, esse non dovranno essere esposte direttamente al sole (quindi impiegare indumenti o creme filtro antisolare).