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Bambini obesi e con il fegato grasso? maggiore rischio di cirrosi epatica

Rischio Cirrosi al 30% maggiore –  Sono sempre di più i bambini che soffrono di steatosi epatica non alcolica, e sarebbero sempre più a rischio di cirrosi epatica. La conferma arriva uno studio internazionale guidato dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Le quantità di grasso nel fegato del bambino possono causare cirrosi. Sono sempre maggiori i casi di bambini in sovrappeso che soffrono di steatosi. Ma cos è la steatosi epatica non alcolica? E’ una malattia del fegato, silente che colpisce pazienti anche astemi. La steatosi ( fegato grasso) è una patologia cellulare caratterizzata dall’accumulo intracellulare di trigliceridi (steatosi) a livello del tessuto epatico. Può causare la necrosi delle cellule, in quanto il fegato è sensibilissimo ai processi di steatosi; il fegato è un organo fondamentale per il metabolismo dei lipidi , ed è responsabile dell’inattivazione di tantissime sostanze tossiche. Il fegato grasso a lungo termine subisce delle lesioni gravi e permanenti che non gli consentono di funzionare correttamente. Le cause principali sono l’obesità il sovrappeso. Nelle nuove generazioni l’obesità è una delle malattie più diffuse , le cause sono riconducibili all’ alimentazione sbagliata, ricca di grassi , vita sedentaria. L’accumulo di grasso a lungo termine potrebbe determinare la cirrosi epatica. Fondamentale è una diagnosi precoce e tempestivo intervento. Nella prima fase della malattia i sintomi potrebbero essere , dimagrimento, affaticamento e debolezza. Sarebbe opportuno sottoporsi a delle analisi specifiche in più sottoporsi ad una biopsia epatica per verificare se la malattia è in atto. Una volta effettuata la diagnosi si puo’ procedere ad una terapia mirata volta ad arrestare la progressione del danno epatico, fino alla completa guarigione.

 

La cirrosi epatica rappresenta il quadro terminale della compromissione anatomo-funzionale del fegato. Essa è compresa fra le prime dieci cause di morte nel mondo occidentale e riconosce fra le sue cause principali l’abuso di alcol e le epatiti croniche virali o di altra natura.[1] La caratteristica più evidente della cirrosi è il sovvertimento della struttura del fegato con fibrosi e rigenerazione sotto forma di noduli. La cirrosi epatica è il risultato di un processo di continuo danno e riparazione del parenchima epatico con formazione di ponti fibrosi tra le unità elementari che costituiscono il fegato: i lobuli. Questo disordine architetturale conduce a un malfunzionamento del fegato sia dal punto di vista metabolico sia dal punto di vista sintetico.

Per questo motivo, il termine cirrosi è talvolta utilizzato per estensione anche per descrivere processi patologici simili a carico di organi diversi dal fegato, quali lo stomaco, i reni e i polmoni, quando questi vanno incontro a degenerazione con necrosi cellulare seguita da fibrosi.

La cirrosi e le malattie epatiche croniche sono state, negli Stati Uniti d’America, la 10° causa di morte per gli uomini e la 12° per le donne, nel 2001, uccidendo circa 27.000 persone ogni anno.[5] Inoltre, il costo della cirrosi in termini di sofferenza umana, costi ospedalieri e perdita di produttività, è molto alta.

La cirrosi cronica ha una mortalità a 10 anni del 34-66%. Ciò in gran parte dipende dalla causa della cirrosi: la cirrosi alcolica ha una prognosi peggiore rispetto alla cirrosi biliare primaria e alla cirrosi causata da epatite.

Poco è noto sui modulatori di rischio di cirrosi. Oltre ad altre malattie che provocano danno epatico (quale la combinazione di malattia epatica alcolica ed epatite virale cronica, che possono agire sinergicamente nel condurre a cirrosi). Alcuni studi hanno recentemente suggerito che il consumo di caffè possa offrire un fattore protettivo, particolarmente contro la cirrosi alcolic