Home Cultura Avellino si prepara al 21 marzo, Giornata contro le Mafie

Avellino si prepara al 21 marzo, Giornata contro le Mafie

Libera, organizzazione no profit che da anni si mobilita’ contro le attivita’ illecite alimentate dalle mafie, ha tenuto un incontro presso la sede della Provincia (Palazzo Caracciolo) ad Avellino. Ne ha condiviso la preparazione la CGIL irpina in vista della XXIV Giornata della Memoria e dell’Impegno, il cui evento regionale si terra’ proprio ad Avellino il prossimo 21 marzo.

Presenti il Procuratore della Repubblica Rosario Cantelmo, il referente regionale di Libera Fabio Giuliani, il delegato alla legalita’ della CGIL nazionale Giuseppe Massafra, i delegati della segreteria provinciale e la giornalista Giulia D’Argenio. Il Procuratore Cantelmo rilevava che nel suo ufficio arrivano una montagna di denunce di crimini mafiosi, ma tutte anonime. Egli esortava ad osare di piu’, a far propria quella piaga che rischia di espandersi a tutta la societa’. Emblematico il caso della latitanza dei fratelli Lo Russo, coperta a Sperone per lungo tempo; “il silenzio degli onesti fa paura”diceva asserendo che e’ necessaria la collaborazione di tutti per arginare l’avanzata del fenomeno mafioso. E ricordava che le vittime innocenti di mafia, che ammontano a 982, sono tutte persone che credevano nella legalita’ed hanno fatto il loro dovere senza girarsi dall’altra parte.

Il fenomeno piu’ eclatante i Irpinia e’ lo spaccio della droga, ma ben presto l’azione mafiosa potrebbe intaccare ed inquinare altri settori della societa’, provocando desertificazione, corruzione e devastazione ambientale. Luca Cioffi (segreteria provinciale CGIL) ricordava che “l’Irpinia costituisce l’ottava provincia in Italia per reati ambientali, terza per incendi boschivi e prima per abusivismi edilizi”. Non sono dati confortanti per una ex isola felice della Campania, situazione aggravata sempre piu’ dallo spopolamento, dall’assenza endemica di controllo dei reati ambientali (vedi Isochimica), che vanno prevenuti. Fabio Giuliani (Libera) rifletteva che l’Irpinia pur non essendo terra d’origine di personaggi mafiosi, e’ stata terreno fertile di conquista troppo facile da parte delle organizzazioni di fuori, per il mancato controllo da parte delle autorita’ (imprenditori, politici) e per la superficialita’ della gente comune. Per la giornalista Giulia D’Argenio l’origine dei mali di questa provincia va individuata nella solite politiche clientelari, nelle risposte sbagliate di una politica che si ciba solo del consenso estorto a cittadini conniventi, che certo non brillano per dignita’.

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