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Avellino, quei buchi neri nel salotto buono…

Avellino – Al corso Vittorio Emanuele del Capoluogo vi sono delle strutture incomplete o fatiscenti che ormai da trentasei anni fanno la storia “poco edificante” della citta’ di Avellino. Tra i palazzi “incriminati” vi sono palazzo Trevisan, Sandulli,exFraps, Porfido, ecc. Il primo e’pietosamente coperto da un telo pubblicitario; gli altri svelano spudoratamente decenni di risoluzioni mancate da parte delle Amministrazioni che si sono succedute dall’epoca del sisma in poi. L’attuale assessore ai Lavori Pubblici Tomasone ha preso l’impegno di avvicinare i proprietari degli stabili incompiuti per sollecitare una soluzione ai problemi. Nello situazione in cui si trovano non possono restare ancora, per motivi di igiene oltre che di ordine pubblico. Sicuramente ci sono in corso annose questioni giudiziarie (conosciamo i tempi dell’italica giustizia, piu’volte aggravate dalle cosiddette “questioni di principio”, oltre che da interessi economici, di testardi proprietari, che non agevolano le transazioni. Per tutti questi motivi, un ammonimento da parte degli amministratori ad intimare un termine per trovare soluzioni e’ d’uopo. Mettendo da parte le ragioni privatistiche che si andrebbero a calpestare con il rischio di perdita di consenso e facendo prevalere  l’interesse pubblico ed il decoro di una citta’. Il problema e’tanto piu’urgente in quanto si dovra’ a breve dare inizio alla riqualificazione dell’arredo urbano al Corso, per la quale sono stati stanziati 300mila  euro. Il corso principale per diventare salotto buono avra’ bisogno di eliminare quegli otto edifici fatiscenti o incompleti. Solo cosi’avra’un senso rinnovare panchine o allestire la pista ciclabile o installare piante per la creazione di zone d’ombra. Certo non aspettiamoci che i “buchi neri” possano sparire d’incanto perche’ Tomasone non ha la bacchetta magica e 36 anni di inattivita’ non si risolvono con un colpo di spugna, ma e’ importante iniziare concretamente.