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Infarto silenzioso: spesso colpisce in modo asintomatico, sfugge alle cure e può colpire tutti

L’infarto è una delle patologie più diffuse e pericolose conosciute al mondo, il motivo è semplice, è una malattia subdola, colpisce chiunque e con pochissimo preavviso. Lancia solo dei timidi segnali, che tuttavia, non tutti riescono ad interpretarli in modo corretto e dunque riuscire ad anticiparlo, magari recandosi al più vicino ospedale.

L’infarto colpisce chiunque, ad essere “buoni” il range di età è compreso tra 30-99 anni, ma sono sempre più crescenti i casi di giovanissimi infartuati. La colpa è anche nostra, lo stile di vita è peggiorato notevolmente, cosi come l’alimentazione, siamo continuamente sottoposti a stress, angosce, tensioni, ma nella maggioranza dei casi l’infarto è causato da altri fattori.

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Esiste qualcosa di più spaventoso di un infarto? Certamente! Un infarto silenzioso o silente! Secondo una ricerca condotta dal Wake Forest Baptist Medical Center a Winston-Salem, in Carolina del Nord e pubblicato sulla rivista scientifica Circulationla metà degli infartuati, per la precisione il 45%, neppure se ne accorge, subendo il classico infarto silenzioso, ovvero privo dei classici sintomi che accompagnano la patologia. Una situazione decisamente pericolosa secondo gli esperti, non riuscendo a captare i segnali che lancia il corpo, diventa molto più difficile intuire il pericolo e dunque si alza il rischio di morte fulminante o prematura. Spesse volte, alcuni infarti sono cosi “silenziosi”, che anche il cuore ignora il pericolo, sottovalutando le possibili cure da porre in essere. Questo tipo di infarto non viene infatti riconosciuto nemmeno successivamente, durante un elettrocardiogramma o una visita cardiologica di routine.

Lo Studio sull’infarto silenzioso

I ricercatori statunitensi hanno analizzato nel corso degli anni, circa 9.500 persone, monitorandone lo stato di salute cardiovascolare. Dai risultati emersi, i cardiologi hanno scoperto come 317 individui, avessero subito un infarto silenzioso, infatti, pur non riscontrando nessun malessere, il tessuto muscolare presentava gli stessi sintomi di chi subisce un infarto. (dolore toracico, fiato spezzato, sudore freddo).

Maggiore attenzione

L’infarto silente colpisce maggiormente gli uomini, ma resta più pericoloso nelle donne, aumentando di netto il rischio di morte per cause cardiache. In ogni caso, sottolineano gli scienziati, l’infarto asintomatico può essere ancora più pericoloso rispetto a un “normale” attacco di cuore. In assenza di un riconoscimento a posteriori, infatti, il soggetto non viene curato allo stesso modo di un paziente reduce da infarto “riconosciuto”, né gli viene raccomandato di ridurre i fattori di rischio (fumo, sovrappeso, diabete, pressione alta, colesterolo alto).

Infarto (cenni)

Per infarto si intende la necrosi di un tessuto per ischemia, cioè per grave deficit di flusso sanguigno. I sintomi sono diversi a seconda dell’organo interessato, tuttavia il sintomo principale è rappresentato da dolore acuto (ad insorgenza improvvisa), di varia intensità; è però possibile che l’infarto sia clinicamente asintomatico, soprattutto qualora sia di dimensioni molto piccole.Clinicamente è una sindrome acuta provocata da una insufficiente irrorazione sanguigna ad un organo o a parte di esso, per una occlusione improvvisa o per una stenosi critica delle arterie che portano il sangue in quel distretto dell’organismo.La causa è costituita nella maggior parte dei casi dall’aterosclerosi. Quando vanno incontro ad ulcerazione, le placche aterosclerotiche possono provocare occlusione arteriosa acuta (e quindi infarto) sia attraverso la formazione di emboli sia attraverso la trombosi sovrapposta all’ulcerazione. L’infarto miocardico, dove l’organo interessato è il cuore e l’infarto cerebrale (responsabile dell’80% dei casi di ictus) sono le più frequenti cause di morte nei paesi occidentali; altre tipologie di infarto sono relativamente rare, poiché molti distretti sono irrorati da più arterie, cosa che permette al vaso non interessato di supplire efficacemente al deficit nutritizio.


Conseguenze

La regione colpita da infarto diviene necrotica (è questa necrosi che scatena i sintomi acuti): se il malato sopravvive alla fase acuta dell’infarto, l’organismo riassorbe i tessuti morti senza rigenerare la parte persa (cosa impossibile senza afflusso di sangue), ma forma in quella zona una cicatrice di tessuto connettivo fibroso, e l’organo interessato perde definitivamente una parte della sua funzionalità.


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