Covid, in Italia siamo riusciti a burocratizzare persino il virus.

Siamo riusciti in qualcosa di paradossale e solo noi italiani potevamo farlo: abbiamo burocratizzato persino il covid. Come se non bastasse oltre a soffocarci quotidianamente ora anche nella gestione della pandemia la burocrazia ha fatto il suo ingresso. Durante la prima ondata tutti ci ricordiamo le famigerate autocertificazioni, i codici Ateco, gli orari di apertura e i distanziamenti che cambiavano di continuamente. Inoltre la stragrande maggioranza di chi si ammalava di Covid non riusciva neanche a farselo diagnosticare.  Oggi pochi sono i malati – e di una malattia quasi sempre lieve – e moltissimi i positivi ufficiali. Ancor più numerose sono le persone non positive ma bloccate perché “contatti stretti” con positivi. L’Italia è paralizzata per eccesso di diagnosi e di burocrazia. Oggi chi scopre di essere positivo non si preoccupa solo dei sintomi, di finire intubato o  peggio sottoterra ma  chi scopre di essere positivo si preoccupa del mostro burocratico che sta per rinchiuderlo in casa chissà per quanto tempo. Prenotare un tampone all’ASL è un’impresa: sia quello per scoprire se si è positivi, sia quello per scoprire se si è tornati negativi.  Se poi iniziamo a parlare di quarantena o di contatti con positivi non si capisce più niente, lo stesso vale per le regole a scuola e via dicendo.

Il nostro paese rischia di restare paralizzato non solo per il virus ma per le troppe e confuse regole che portano a non rispettarne nemmeno una. Il rimedio è sempre lo stesso: poche regole, certe e da rispettare. L’unica speranza è che magari proprio l’eccesso di  burocrazia, oltre far scappare le imprese dal nostro paese, riuscirà alla fine a far scappare anche il covid19.