Airbus A320 , un pilota chiuso fuori dalla cabina di pilotaggio tenta di sfondare la porta

La Lufthansa, che controlla Germanwings, al momento definisce «inspiegabile» la tragedia e non conferma l’ipotesi riportata dal quotidiano americano. Ieri sul luogo dello schianto c’erano il presidente francese Francosi Hollande, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il premier spagnolo Mariano Rajoy: «l’Europa è qui», hanno reso omaggio i tre leader. Riprese le ricerche dei corpi.

Nella sua ricostruzione il New York Times fa riferimento, ad un militare, membro della commissione d’inchiesta che ieri ha ascoltato il file estratto dalla scatola nera. Secondo il tecnico, appena l’Airbus decollato da Barcellona e diretto a Dusseldorf si è stabilizzato alla quota di crociera, poco più di 9mila metri, uno dei due piloti ha lasciato i comandi e ha raggiunto la fusoliera dove i passeggeri avevano appena avuto la possibilità di slacciare le cinture di sicurezza. Dal decollo erano passati poco più di 25 minuti e l’equipaggio stava cominciando a servire bevande e snack.

Secondo quanto riferisce il Nyt, fino a quel momento le conversazioni registrate dalla scatola nera sono nella norma. Poi però il tono della voce del pilota all’esterno della cabina di pilotaggio cambia bruscamente e ciò avviene quando l’uomo non riesce a rientrare a fianco del collega. Non è dato sapere se si tratta del comandante o del suo vice e nemmeno per quale motivo avesse lasciato il cockpit.

Forse per fronteggiare un’emergenza? Forse per dare una mano ai quattro componenti dell’equipaggio alle prese con un principio di depressurizzazione del velivolo su cui viaggiavano 144 passeggeri, compresi due neonati? Mistero. Di certo, secondo la fonte del quotidiano americano, il pilota, forse allarmato da quella discesa avviata dall’aereo, cerca con tutte le maniere di farsi aprire la porta: urla, batte i pugni, ma senza successo. Quella porta infatti è blindata e può essere manovrata solo dall’interno, proprio per impedire attacchi ai piloti. Così, secondo questa agghiacciante ricostruzione, al momento dello schianto c’era una sola persona ai comandi. A questo punto diventa ancora più importante ritrovare la seconda scatola nera, quella che ha registrato i parametri tecnici del volo dell’Airbus.

La Lufthansa non conferma comunque le indiscrezioni riguardo le ultime fasi di volo. «Non abbiamo alcuna informazione che possa confermare l’articolo del New York Times», ha detto un portavoce della compagnia aerea tedesca all’agenzia Dpa.

Oggi è emerso anche che l’Airbus A320 schiantatosi sulle Alpi francesi era piuttosto «impopolare» tra i piloti della Germanwings a causa dei suoi frequenti problemi tecnici. Era «uno degli aerei che rimanevano più spesso a terra», ha detto al quotidiano tedesco Westdeutsche Allgemeine Zeitung un pilota della compagnia aerea che chiesto di mantenere l’anonimato. Come è emerso, l’aereo il giorno prima dell’incidente era rimasto a terra per un’ora a causa di una riparazione al portellone del carrello anteriore. La Lufthansa ha però escluso che l’episodio sia da mettere in relazione con la sicurezza del velivolo.

Sono riprese intanto oggi all’alba le operazioni di recupero delle 150 vittime. I primi corpi, sparsi sul massiccio dei Trois-Eveches, sulle Alpi francesi al confine con l’Italia dove l’aereo si è schiantato, sono stati portati via con gli elicotteri nel tardo pomeriggio di ieri. Inizieranno oggi le operazioni di identificazione e, sempre oggi, in Alta Provenza è previsto l’arrivo delle famiglie delle vittime.

Le operazioni di recupero, dopo due giorni di tempo incerto, sono favorite da un cielo tornato limpido. Oltre 400 gli uomini impegnati nelle ricerche fra i rottami dell’Airbus. I soccorritori devono però fare i conti con temperature ancora rigide: questa mattina il termometro supera di poco gli zero gradi.

La macchina organizzativa francese lavora da ieri per offrire loro «la migliore accoglienza». Sul posto sono già stati reclutati quaranta interpreti di tedesco e spagnolo, la lingua della maggior parte delle vittime, e quattro unità medico-psicologiche, due francesi, una tedesca e una spagnola. In parallelo, prosegue l’indagine internazionale per far luce sulle cause dello schianto che al momento resta un mistero.