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Ministero, aiuti per i piccoli borghi, anche in irpinia l’attesa

Roma – E’ passata alla Camera nei giorni scorsi una legge che favorira’ la ripresa dei Comuni con popolazione al disotto dei cinquemila abitanti. Il voto al primo round e’ stato favorevole e la legge e’ passata a larga maggioranza. Ora, in virtu’ del bicameralismo perfetto, dovra’essere approvato anche dal Senato per poter essere pubblicata in Gazzetta Ufficiale. La legge istituira’ un fondo di 100 milioni di euro e sara’ gestito dal Ministero dell’Interno negli anni dal 2017 al 2023. Offrira’ sostegno economico a quei comuni italiani piccoli e piccolissimi, di cui l’Irpinia e’ disseminata: su 118 Comuni ben 101 sono al disotto dei cinquemila abitanti e, di questi, 18 sono sotto i mille abitanti. Ci sara’ occasione per sostenere progetti di rilancio dei centri storici e del turismo o di aiuto economico alle attivita’ che si svolgono all’interno dei 5.585 Comuni italiani definiti della “piccola grande Italia”. Si puntera’ molto sulla filiera agricola, ma anche sull’artigianato, che negli ultimi anni ha preso solo botte dalla globalizzazione imperante, e sul turismo. Tante volte attraversando l’Alta Irpinia, ma anche l’ Irpinia collinare, nella fascia che va da Atripalda fino a Grottaminarda verso la direzione di Castel del Lago, passando per Montefusco e Torrioni, abbiamo constatato la desertificazione, dovuta allo spopolamento. Ora i giovani diplomati vanno a studiare fuori con biglietto di sola andata, come qualche anno addietro i fuoriusciti dal mondo del lavoro locale per cercare fortuna altrove. Ebbene di questi piccoli paesi o borghi sono rimasti il fascino e la bellezza che vengono goduti dai turisti e dagli amanti della natura che ivi impera ancora incontaminata. Strade deserte, case disabitate e saracinesche da tempo abbassate testimoniano che in quelle comunita’, una volta attive e vitali, non albergano piu’ motivazioni, non vi sono attivita’ redditizie, da cui si puo’ ricavare da vivere. Il manovale, il fabbro, il calzolaio hanno dovuto arrendersi e chiudere baracca, gia’ a partire dagli anni novanta;interi plessi scolastici, non raggiungendo il numero minimo, vengono soppresse. Poi lo sviluppo industriale, fortemente voluto dalla politica, scioltosi come neve al sole, a detrimento di quello agricolo ed artigianale, di cui le nostre terre hanno la vocazione. E gli stessi agricoltori o artigiani, con il miraggio di un posto sicuro, avevano optato per la catena di montaggio, abbandonando attivita’ di cui possedevano tradizione e know how. Oggi la situazione e’piu’ pesante. I partenti, per lo piu’ scolarizzati, difficilmente tornano in una terra che non ha da offrirgli molto piu’che bei paesaggi ed il ricordo di un’infanzia serena. Certo questa legge non arrestera’ l’esodo delle nuove generazioni, ma contribuira’ ad arginare la tendenza alla inesorabile desertificazione della verde Irpinia e della bella provincia italiana.

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