Mancano poche settimane al 4 Dicembre, data scelta dal Consiglio dei Ministri per espletare le operazioni di voto del Referendum Costituzionale. Gli italiani dovranno esprimersi sulla nuova riforma della carta costituzionale che modificherà sensibilmente, almeno nella forma, buona parte della nostra costituzione. Gli ultimi sondaggi rilevano un testa a testa all’ultimo voto. E’ evidente che il governo Renzi, nato appositamente per lavorare su tale processo di riforme, si giochi tutto con l’appuntamento referendario.
Il Presidente del Consiglio, in campagna elettorale perenne, sembra sia attivo su un fronte che non disdegna affatto, quello delle promesse. La prima riguarda i pensionati con pensioni minime, per i quali Renzi ha promesso un raddoppio a 80 euro delle tredicesime e una nuova prospettiva anche sulla questione quattordicesime. Le pensioni sono poca cosa, poiché interessano solo una piccola percentuale di elettori, allora il presidente del Consiglio si e’ spostato sulla questione Ponte sullo Stretto di Messina. Il premier ha colto l’occasione dell’assemblea che a Milano celebra i 110 anni del gruppo Salini-Impregilo per rilanciare il progetto della grande infrastruttura. Per il ponte sullo Stretto, “noi siamo pronti, noi ci siamo”. Beata campagna elettorale, ne servirebbe una al mese. Ma sembra poco. Servirebbe un nuovo colpo di genio, la promessa delle promesse, quella che interessa un pubblico più ampio. . Pochi giorni ed e’ servita: addio ad Equitalia.Via il tanto odiato ente di riscossione e maggiore forza all’Agenzia delle Entrate. Cambio di nome, competenze quasi identiche. Via ad Equitalia non sta a significare l’azzeramento totale di quanto i contribuenti devono alle casse dell’ente. Ma a primo impatto una notizia del genere fa scena e colpisce. La forma oltre la sostanza, per ora e’ importante questo. Almeno fino al 4 Dicembre, poi si vedrà.