In un post del 23 Giugno 2015, praticamente un anno prima delle elezioni amministrative di Roma, Beppe Grillo direttamente dal suo blog tuonava un secco no alla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024. Proprio in quei giorni infatti, la giunta guidata da Ignazio Marino, appoggiava con un sì convinto l’idea del Coni.
Dal blog del comico genovese, senza mezzi termini venivano fuori accostamenti tra lo scandalo, allora recente, di Mafia Capitale, e gli eventuali appalti che avrebbe generato il sistema olimpiadi. Non manco’ l’effetto sorpresa di un accostamento finale con l’Afghanistan che proprio in quei giorni stava vivendo uno dei tanti momenti di difficoltà che lo sfortunato Paese ricorda, e uno slogan per concludere il pensiero in bellezza ‘’Roma merita una amministrazione onesta.’’ Intendeva dire una amministrazione a 5 stelle? Se si, il comico genovese e’ stato accontentato.
Da quasi tre mesi infatti, il nuovo sindaco di Roma porta il nome di Virginia Raggi. Eletta al ballottaggio con il 67% dei consensi, sul primo sindaco donna della storia di Roma pesa una grossa responsabilità amministrativa. Non facile gestire una città che vive un oggettivo momento di difficoltà. Per ritornare al tema Olimpiadi, proprio ieri la Raggi ha dato buca al Presidente del Coni, Gianni Malagò, che tanto si era speso per la candidatura della città eterna. Un rammarico evidente quello di tutte le federazioni sportive italiane: il no del Comune di Roma, rappresenta una quasi doverosa rinuncia all’ambizioso progetto olimpico. La difesa della sindaca grillina appare sostanzialmente ancorata ad un punto: i romani mi hanno votata anche per questo, e io non tradisco il loro volere. In verità le cose non sono andate proprio cosi. Durante il confronto organizzato da Sky, a domanda chiara sulla vicenda candidatura Olimpiadi, la Raggi aveva sentenziato ‘’ se dovessi diventare sindaco sarò io ad indire un referendum consultivo’’. Facile da dirsi, difficile da fare. Un impegno non mantenuto? La solita chiacchiera da campagna elettorale? Sicuramente troppa ingenuità e altresì un problema di comunicazione interna al Movimento. Non si può negare infatti che, uno dei volti più noti del panorama politico grillino ed italiano, il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, in una puntata del programma ”Otto e mezzo” andata in onda lo scorso Dicembre, proprio sulla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024, abbia detto: ‘’ la sosteremo se vinceremo. Speriamo di vincere e di essere i migliori alleati delle Olimpiadi’’.
Ci limitiamo a dire che non e’ andata effettivamente così. Non per il primo aspetto, ovviamente. Elezioni vinte, olimpiadi negate. Una scelta quest’ultima, condivisibile o meno, figlia dell’inesperienza. A volta anche la forma vuole la sua parte, questa e’ una di quelle. Un Movimento che ha fatto del confronto politico telematico un pilastro della sua essenza politica, può rifiutare il confronto in streaming con il Presidente del Coni Gianni Malagò? Può dimenticare , o far finta, un appuntamento con quest’ultimo? Ricordate la diretta streaming dell’incontro con Renzi? Il famoso ‘’esci da questo blog, Beppe’’ pronunciato dal Presidente del Consiglio? Sembra che Grillo lo abbia preso alla lettera.