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Quando un click vale più ogni altra cosa. Il congiuntivo di Luigi Di Maio.

Politica – Non sono grillino, e’ bene che lo specifichi prima che ognuno di voi cominci a leggere questo mio pezzo. Anzi, vi dirò ancora di più, milito in un altra compagnia politica che nulla ha a che vedere con il MoVimento di Beppe Grillo. Con estremo interesso però, sto seguendo la vicenda amministrativa romana che in questi giorni e’ agli onori della cronaca politica nazionale.

Incapacità o complotto? Possiamo ridurre a questo tutte le discussioni, le opinioni e i dibattiti nel talk televisivi. Su tanto si discute sia internamente che estremamente al Movimento stesso. Nel frattempo il tour grillino per in no al Referendum costituzionale continua imperterrito. Il ‘’Coast to Coast’’ Mercoledì 7 Settembre era in piazza a Nettuno, dove il vicepresidente della Camera dei Deputati, il napoletano Luigi Di Maio, stava tendendo un intervento nel quale tentava in tutte le salse di difendere l’operato della giunta romana e del sindaco Virginia Raggi. ‘’Come se presentassi 20 esposti contro Renzi, lo iscrivessero nel registro degli indagati, poi verrei in Piazza e urlerei Renzi e’ indagato’’ tuona il giovane pentastellato.

Dietro di lui l’altro grillino Di Battista, che sembra fargli eco “venissi, urlassi” Il congiuntivo sembra aver fatto vittime anche stavolta. Di Maio ha sbagliato, nessuno può negarlo. I quotidiani nazionali non perdono nemmeno un minuto: gia’ prima della fine dell’intervento di Nettuno, in rete è facile trovare i primi documenti sul fatidico errore. Una testata nazionale anche molto conosciuta scrive:  “Incredibile”. Ecco cosa e’ successo ora a Nettuno.’’ Non sorprende, ma senz’altro fa sempre un certo effetto aprire l’articolo e leggere che l’On. Luigi Di Maio ha appena sbagliato un congiuntivo in un comizio a Nettuno.

Fa specie per il titolo, non tanto per l’errore che tra l’altro negli ambienti politici e giornalistici sembra essere tanto comune. Certo, fatto da quello che dal primo giorno e’ sembrato un giovane maestrino (ancora non laureato, tra l’altro), fa ancora più rumore, più eco. Nell’era dei click e delle visualizzazioni, il titolo e’ tutto, la forma e’ più della sostanza. Sarebbe il caso di dire però  che chi di congiuntivo ferisce di congiuntivo perisce.

Proprio i grillini in Campidoglio infatti avevano tuonato contro la moglie del ministro Franceschini, che in Consiglio Comunale era incappata anche lei nella morsa grammaticale. “Aho, se dice avessero, non avrebbero. Studiali i verbi’’ questo l’eco dei pentastellati capitolini nei confronti della consigliera piddina nemmeno un mese fa. Vorrai vedere che, dopo la lobby dei ventilatori in Campidoglio, anche la lobby della lingua e grammatica italiana comincia a perseguitare il Movimento del comico Beppe Grillo? Scherzi a parte, una lezione di inglese per il Presidente del Consiglio  e due di congiuntivi per i grillini. Tanto la ”buona scuola” renziana è partita.

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